La vita a Semestene nel secolo scorso
in un documentario dell’Istituto Bellieni

La vita a Semestene nel secolo scorso è al centro di un documentario nel quale le vicende della piccola comunità del Meilogu sono narrate in linea diretta dagli anziani del paese, attraverso interessanti aneddoti che rivelano inediti e preziosi aspetti storici e antropologici. Il filmato, dal titolo “In Semèstene, contos de su Noighentos”, è interamente realizzato in lingua sarda ed è prodotto dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.L’opera sarà presentata sabato 30 giugno alle 18 nella Sala consiliare del palazzo municipale, con gli interventi della sindaca Antonella Buda, del direttore scientifico Is.Be, Michele Pinna, della presidente del Bellieni, Maria Doloretta Lai, dell’operatrice linguistica Lucia Sechi e del giornalista Salvatore Taras.

Il docu-film è frutto del lavoro di due annualità dello Sportello linguistico locale, che ha coinvolto numerosi semestenesi in una serie di video-interviste realizzate dagli operatori Agostino Sanna e Lucia Sechi. È una vera e propria indagine sull’ambiente domestico, l’alimentazione, l’arrivo della luce elettrica, i giochi semplici e creativi di una volta, le attività lavorative degli uomini e delle donne, la cucina, le erbe e le tradizioni, fino ad alcuni momenti drammatici della seconda guerra mondiale, le privazioni e le tessere annonarie, le testimonianze dirette di alcune battaglie aeree avvenute nei cieli tra Semestene e Bonorva. Quindi l’arrivo del “benessere” e l’abbandono delle campagne, la grande emigrazione che ha dato inizio allo spopolamento e le trasformazioni nei rapporti sociali.

Gli argomenti, sinora affidati alla tradizione orale, sono stati raccolti in ben diciotto ore di registrazioni audiovisive, preziosi documenti d’archivio dai quali è venuto fuori un interessante documentario di circa trenta minuti, che contiene i passaggi più significativi. La regia e il montaggio sono stati affidati al giornalista Salvatore Taras che, a corredo delle interviste, ha inserito immagini di scorci caratteristici del centro storico e dell’agro, in un gioco dove il passaggio cromatico tra il bianco e nero e i colori evidenzia i continui rimandi tra la memoria del passato e la narrazione del presente. Alcune immagini sono tratte da foto storiche, e altre dai meravigliosi murales del paese.

Tutto il lavoro è stato realizzato sotto la supervisione culturale di Michele Pinna, direttore scientifico dell’Istituto Bellieni, che assieme alla presidente Maria Doloretta Lai ha anche curato un libretto contenente le trascrizioni integrali delle interviste ai protagonisti Giovannina Bonu, Pineddu Bichiri, Giovanna Cossu, Antonina Nurchis, Giovanni Dettori, Assunta Ledda, Michela Chessa, Miedda Pintus, Davidinu Aldera e Rosalia Piredda.

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