La Torres che verrà. Intervista a mister Tortora

Il tecnico Pino Tortora, riconfermato con un programma biennale alla guida dei rossoblù, dopo la promozione in serie D, sarà l'allenatore/manager per la prossima stagione sportiva ed è lui stesso a condurre la campagna di rafforzamento dei rossoblù dando indicazioni alla Società sulle modifiche da operare. Il tecnico ha risposto ad alcune domande sulla Torres che verrà.

Mister il campionato è finito il 10 giugno scorso ma non c'è tempo per festeggiare. In che modo si sta muovendo per costruire la nuova Torres?

- Ci stiamo muovendo in maniera sinergica con il presidente perché condividiamo il modo di pensare e costruire una squadra di calcio rispettando i parametri economici ma anche tenendo presente l’atteggiamento che devono avere i giocatori. E’ importante che abbiano chiaro il senso di appartenenza, che ci sia la dedizione totale a questo progetto. Una cosa chiara mi ha detto il presidente e la condivido: non vogliamo interessi personali. Si tratta di ricalcare un po’ l’interpretazione all’inglese della gestione dei giocatori, senza un direttore sportivo a gestire le operazioni ma con interventi diretti nostri, naturalmente con l’aiuto di consulenti esterni in campo regionale, nazionale e internazionale. Lo scorso anno abbiamo dovuto agire in corsa, e in modo perentorio, sulla squadra. Le cose sono andate bene, e siamo stati anche fortunati, ma riteniamo possa essere questa la modalità più produttiva. E’ giusto che l’allenatore si confronti con i giocatori e abbia il quadro preciso. Fermo restando che tutto va sempre concordato con la dirigenza.

Nella serie D 2018/2019 saranno necessari 4 fuoriquota in campo (due 99, un 98 e un 2000). Che caratteristiche devono avere?

-  Quattro fuoriquota in campo praticamente è avere mezza squadra con giocatori giovani e questo vuol dire fare valutazioni sotto tanti punti di vista, non solo di natura tecnica ma anche fisica. Avendo stabilito un progetto biennale posso muovermi anche pensando al futuro, con l’idea di guardare a questa serie D come ad un punto di partenza anche per far crescere i nostri giovani e costruire una Torres competitiva e con delle basi solide. La Torres può già contare su tanti ragazzi che quest’anno hanno fatto benissimo vincendo anche un titolo regionale con la Juniores, molti hanno anche esordito in prima squadra. Il nostro parco giocatori è ampio e contiamo di aggiungere altri elementi di spessore.

Cosa cambia dell'eccellenza alla serie D?

-  Ovviamente si alza il tasso tecnico e occorre esperienza in campo.  Ci saranno conferme dell’ossatura dello scorso anno ma è inevitabile che ci siano dei rinforzi e delle scelte diverse, dettate essenzialmente dall’importanza del torneo che andremo a fare.  Quanto fatto nella scorsa stagione è stato bello ma anche difficilissimo e ormai è passato. Dobbiamo pensare già ad una nuova stagione.

Rispetto allo scorso anno il preparatore prof. Melfi, suo vice, sarà presente dall'inizio per guidare la preparazione fisica. Che ruolo ha per voi questo aspetto?

- E’ importantissimo partire con un gruppo di lavoro. Purtroppo le vicissitudini dello scorso anno hanno pesato un po’ ad inizio anno; quando sono arrivato sono stato solo per diverso tempo prima di poter avere il prof. Melfi, con cui collaboro da anni, ad aiutarmi. In questo senso il ritiro sarà fondamentale per curare  l’aspetto fisico ma non solo, perché ormai i giocatori sanno che devono arrivare preparati a quel momento, si tratta di mentalità e di professionalità. Il ritiro serve soprattutto a creare un gruppo nuovo, per conoscersi meglio, imparare a stare insieme, aspetti che, alla lunga, risultano determinanti durante la stagione.

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