La Goletta Verde a Capo Testa

Il sistema delle Aree Marine Protette della Sardegna si estende e si arricchisce di una nuova area. É questo il tema che ha caratterizzato la seconda giornata di Goletta Verde, alla quarta tappa del tour 2018, nel nord della Sardegna.
L'imbarcazione ambientalista è salpata dal porto di Santa Teresa di Gallura (OT) per un'uscita nel mare protetto della nuova Area Marina di Capo Testa – Punta Falcone. A bordo i dirigenti di Legambiente, i rappresentanti istituzionali e la stampa si sono confrontati sull'importanza delle aree a protezione della biodiversità nel mare sardo.

La storica campagna di Legambiente ha ripreso a solcare i mari lo scorso 21 giugno, per un viaggio lungo le coste italiane in 22 tappe, che si concluderà a Trieste il prossimo 13 agosto. Un tour – realizzato anche grazie al sostegno di CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio (La Nuova Ecologia e rinnovabili.it sono invece media partner) – che anche quest'anno ha l'obiettivo di denunciare le minacce ai mari e alle coste italiane, purtroppo da tempo ben noti, a partire dalla maladepurazione che in Italia continua ad essere un'emergenza irrisolta.
“In un territorio ad alta vocazione turistica è significativo che il Comune di Santa Teresa di Gallura abbia scelto come partner strategico la natura – ha dichiarato Annalisa Colombu, presidente di Legambiente Sardegna – le aree marine protette valorizzano il nostro territorio, auspichiamo che siano dotate delle risorse necessarie al loro funzionamento, in modo da proteggere realmente ambiente e biodiversità”.

“Esprimo soddisfazione per la presenza delle altre Aree Marine Protette della Sardegna, che con questa giornata ci trasmettono un buon auspicio per la nuova arrivata, la Capo Testa – Punta Falcone. Quello di oggi è un momento rilevante per la protezione dell'ambiente nella nostra regione”, ha commentato Vincenzo Tiana, presidente del Comitato Scientifico di Legambiente Sardegna.
“L'istituzione dell'Area Marina Protetta di Capo Testa – Punta Falcone è importante perché, come le altre già istituite, può rappresentare un presidio prezioso al fine di proteggere le biodiversità nell'Alto Tirreno, un'area particolarmente critica da questo punto di vista, perché caratterizzata tra l'altro da una forte presenza di marine litter, per lo più plastica”, ha commentato a bordo Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde.

In questo si inserisce anche il progetto MEDSEALITTER, finanziato dall'Unione Europea attraverso il programma Interreg Med, che si propone di mettere in rete Aree Marine Protette, le organizzazioni scientifiche e le associazioni ambientaliste, con il fine di sviluppare e diffondere un nuovo e più efficiente protocollo per il monitoraggio dei rifiuti galleggianti e la gestione dell'impatto del marine litter (i rifiuti in mare) sulla biodiversità marina. Il Mar Mediterraneo, infatti, è uno dei punti caldi di biodiversità nel mondo, ma è anche uno dei mari più inquinati del pianeta. Il marine litter è per questo una minaccia globale, un problema che riguarda in particolare pesci, cetacei e tartarughe marine, gli animali nel cui tratto digestivo appaiono plastiche e micro-plastiche. Anche se molte organizzazioni del Mediterraneo stanno lavorando su questo tema, non c'è alcun protocollo ampiamente accettato per valutare l'inquinamento da rifiuti marini.

Le Aree Marine Protette, dunque, sono i principali soggetti di riferimento per MEDSEALITTER. L’obiettivo è duplice: oltre alla stesura di un nuovo protocollo d’osservazione, infatti, il progetto punta a far adottare ufficialmente la nuova metodologia in almeno 25 aree protette del Bacino del Mediterraneo (afferenti a territori di Italia, Francia, Spagna e Grecia), così da poter contare su uno straordinario moltiplicatore di dati e risultati. Proprio con l'incontro di oggi si avvia la nuova fase di MEDSEALITTER, quella della presentazione (dissemination) del protocollo alle AMP sarde, per condividere insieme metodo e obiettivi. Inizia dunque dalle coste italiane la nuova importante fase di MEDSEALITTER, che vede coinvolti enti di ricerca, istituzioni e ONG di Spagna, Francia, Grecia e Italia. Capofila del progetto il Parco Nazionale delle Cinque Terre che, accanto agli altri italiani, ISPRA, Legambiente e l'AMP di Capo Carbonara, lavoreranno fino all'estate 2019 per conquistare un altro importante risultato nella lotta al marine litter.


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