Ancora disagi a La Maddalena: sospesa terapia iperbarica e Medicina antalgica al Paolo Merlo

di Daniela Piras
La situazione dell’Ospedale Paolo Merlo continua ad essere critica; dopo la chiusura del punto nascite, i disguidi dovuti alla necessità di spostarsi oltre mare per usufruire dei servizi sanitari (non compensati dal rimborso spese offerto) e la paura che i servizi attualmente in funzione non siano certi nei tempi a venire.
I tagli continui, in tale contesto, non fanno che aggravare una situazione di per sé precaria. Non c'è da stupirsi, quindi, delle continue testimonianze che denunciano situazioni ai limiti.
È di qualche giorno fa la testimonianza di un uomo di Arzachena alle prese con i disagi creati dalla chiusura del reparto di Medicina Iperbarica e Medicina antalgica dell'Ospedale Paolo Merlo de La Maddalena.
«Ho un figlio in terapia iperbarica e ho appreso, anche da altri pazienti, la notizia della chiusura del reparto. Se la terapia si dovesse protrarre oltre il 14 dovremo viaggiare tutti i giorni a Sassari, con tutti i disagi che questo comporterebbe. Mio figlio ha soli 13 anni e si sottopone alla terapia iperbarica per cercare di riacquistare l'udito, a poco a poco,  all'orecchio destro. Ha già fatto un ciclo di otto, ne farà un altro, sempre di otto e, se non basterà,  ne dovrà fare ancora. Se dovesse interrompere la terapia, significherebbe privare di senso ciò che è stato fatto sinora. Altri pazienti  fanno la stessa terapia insieme a lui per patologie più gravi. Interrompere anche solo per un paio di mesi causerebbe forti problemi. Una delle cause di questa chiusura pare sia la necessità di ferie degli operatori».
La sospensione dei servizi, sia di terapia iperbarica che di medicina antalgica, ci è stata confermata dalla direzione sanitaria del presidio ospedaliero; hanno affermato infatti di aver ricevuto in questi giorni una circolare del capo dipartimento dove si dichiara che tali servizi saranno sospesi da metà luglio sino a fine agosto, anche se non hanno, al momento, dato una motivazione.
Non occorre essere esperti per comprendere che chiudere, anche se temporaneamente, un servizio così importante comporterebbe grandi sofferenze, ai malati e ai loro parenti. Disagi enormi verrebbero a crearsi per anziani e diabetici e doversi spostare per svolgere la terapia implicherebbe sostenere spese che non tutti possono permettersi.
La riapertura è prevista per settembre ma... nel frattempo? Come faranno i pazienti in terapia? I maddalenini sono preoccupati e iniziano a non avere più fiducia nelle istituzioni. Il sindaco de La Maddalena ha inviato due lettere indirizzate all'assessore regionale della sanità Arru, due in un tempo di venti giorni, chiedendo un incontro pubblico nell'isola per avere informazioni su questa che potremo definire, per usare un eufemismo, “inappropriata” sospensione estiva.


© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo