Asinara, denunciato norvegese a bordo di un'unità da diporto nelle acque di Cala Sant'Andrea

Un’operazione di polizia marittima a tutela dell’ambiente marino è stata portata a termine nel pomeriggio dal personale della Guardia Costiera di Porto Torres, e ha portato alla denuncia a piede libero di un cittadino di nazionalità norvegese a bordo di un’unità da diporto di circa 8 metri all’ancora nello specchio acqueo antistante Cala Sant’Andrea nell’Area Marina Protetta dell’Asinara.

Durante il pomeriggio, un’unità della Guardia Costiera di Porto Torres, durante l’attività di pattugliamento, ha intercettato un’unità da diporto battente bandiera norvegese che aveva dato fondo all’ancora nel tratto di mare antistante Cala Sant’Andrea dell’Isola dell’Asinara, zona di riserva integrale in quanto particolarmente protetta per la presenza di un delicato ecosistema marino.

Cala Sant’Andrea, infatti, ricade nella Zona A all’interno dell’area di riserva integrale, specchio acqueo dove è assolutamente vietata non solo la navigazione e l’ancoraggio ma finanche qualsiasi attività, ivi compresa la balneazione, legata agli usi pubblici del mare, come disposto dal Regolamento dell’Area Marina protetta dell’Asinara a tutela dell’ambiente marino.

Non appena intercettata dai militari della Guardia Costiera, l’unità è stata scortata nel vicino porto di Stintino per gli ulteriori accertamenti documentali e gli atti di Polizia giudiziaria.
Al termine dell’attività di controllo, il Comandante dell’unità, di nazionalità norvegese, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari per aver violato i rigorosi divieti di navigazione ed ancoraggio all’interno del sito marino protetto.

Il Comandante della Capitaneria di porto di Porto Torres, Capitano di Fregata (CP) Emilio DEL SANTO, ha confermato che l’attività di pattugliamento della Guardia Costiera nelle aree marine protette viene eseguita regolarmente e, in sinergia con l’Ente gestore, intensificata durante la stagione estiva in corso dove, richiamati dalle bellezze naturalistiche, molti diportisti anche stranieri danno fondo all’ancora violando i divieti di legge.



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