Sassari. Un passaporto accademico europeo per i rifugiati

L’Università di Sassari ha ospitato il 5 e 6 luglio la prima sessione italiana dell’implementazione dello European Qualifications Passport for Refugees (EQPR), il "Passaporto europeo per le qualifiche dei rifugiati" a cui le università di Sassari e Cagliari aderiscono come casi pilota. I due atenei sardi sono stati scelti per questa sperimentazione dal Cimea, "Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche".

Il progetto EQPR ha come obiettivo il riconoscimento dei titoli di studio con scarsa o assente documentazione dei giovani con protezione internazionale. Il "Passaporto europeo per le qualifiche dei rifugiati" verrà illustrato venerdì 6 luglio durante una conferenza stampa dal Rettore dell'Università di Sassari Massimo Carpinelli, dalla Delegata  alle Politiche Territoriali per l'internazionalizzazione, i rifugiati e richiedenti asilo, Silvia Serreli, e dal Delegato per Internazionalizzazione, Erasmus e Mobilità studentesche, Luciano Gutierrez e Luca Lantero, Coordinatore del Cimea.

La sessione di valutazione, che vede la partecipazione di numerosi esperti dei richiedenti è cominciata il 2 luglio all'Università Cagliari ed è proseguita il 5 e 6 luglio a Sassari. L'Università di Sassari ha coinvolto circa 30 giovani con protezione internazionale (di età compresa tra 22 e 30 anni), che si sono sottoposti al processo di valutazione dei propri percorsi formativi, in vista di una possibile immatricolazione. Provengono prevalentemente dall'Africa Subsahariana e dall'Asia. Collabora con l'Ateneo di Sassari la rete territoriale del progetto “Generazione Mediterranea” a cui contribuiscono diversi Centri di Accoglienza Straordinaria e gli SPRAR, la Caritas e numerosi volontari che hanno preso parte agli incontri dell’Ateneo di Sassari sulla formazione dei giovani migranti.L’Università di Sassari ha già sperimentato il Passaporto Europeo consentendo a due giovani migranti del Mali che attualmente frequentano i corsi di laurea universitari di essere parte di un progetto di integrazione reale e di successo. I due studenti si sono immatricolati nel 2016 e nel 2017.

Il Passaporto Europeo è un progetto del Consiglio d’Europa, è sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il coordinamento del CIMEA. Grazie a una metodologia collaudata il progetto consente di valutare il livello di istruzione dei rifugiati, l'esperienza lavorativa e le competenze linguistiche in assenza di una documentazione completa. Il passaporto europeo può avere validità nei diversi Paesi Europei.


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