"Iridescente", Platamona negli scatti di Marcello Dongu

di Daniela Piras
È stata inaugurata di recente a Sassari, nello spazio espositivo della Libreria Dessì Mondadori, in Largo Cavallotti, la mostra fotografica “Iridescente” del fotografo Marcello Dongu. Il progetto sulla spiaggia di Platamona, iniziato nel 2015, ha lo scopo di raccontare il litorale com’è oggi.
Storicamente Platamona, la cui nascita come località balneare risale al 1951, ha rappresentato un importante tassello della memoria collettiva storica e imprenditoriale della città. Attualmente quella che viene definita “la spiaggia dei sassaresi” appare come l’ombra di se stessa. È lontano il tempo in cui era meta balneare di riferimento e luogo prediletto degli appuntamenti dei sabati sera. Dopo un fiorente periodo negli anni Sessanta e Settanta, gli anni Ottanta hanno visto lo smantellamento delle strutture che ne costituivano il cuore pulsante. Dei casotti non resta nulla e del Lido Iride, che ha suggerito il nome della mostra, restano solo gli scheletri. È la contemporaneità ciò che Marcello Dongu vuole testimoniare attraverso i suoi scatti.
«La Sardegna è da sempre considerata un’isola felice ben celebrata per la sua storia millenaria, un paradiso bagnato dalle acque del Mediterraneo e battuta dal Maestrale che, nel corso dei secoli, ha scolpito il territorio rendendolo aspro e selvaggio. Oggi la Sardegna – a parlare è Marcello Dongu –  ha una grande risorsa che è quella del turismo, sfruttato grazie alle eccellenti condizioni meteorologiche e all'unicità del suo territorio.»  Quella che appare nelle foto è una spiaggia così com’è, senza alterazioni né filtri anzi, alle immagini è stato scelto di togliere persino il colore; le foto infatti sono state scattate con una macchina fotografica analogica, in bianco e nero. «Rafforza il messaggio di solitudine che volevo trasmettere» - spiega l'autore. L’effetto che ottiene è piuttosto insolito: quello di farci osservare un paesaggio presente ma tramite gli occhi degli anni passati, anche se in quel passato non ci siamo mai stati. L’effetto “abbandono” è davvero accecante.
Chiediamo a Marcello Dongu di spiegarci come mai ha scelto di chiamare l’esposizione “Iridescente”. «Il titolo della mostra prende spunto dal nome di un famoso stabilimento balneare locale (Lido Iride n.d.r.) che, nel corso degli anni Cinquanta/Sessanta, segnò profondamente i costumi e la società dell'epoca, ma Iridescente è una caratteristica della luce, la stessa luce che illumina la sabbia, l'acqua e i ruderi abbandonati di Platamona.»
La condizione di precarietà della spiaggia appare in maniera chiara, viene scontato chiedersi di chi siano le responsabilità di questo stato di cose. Sembra quasi che, sotto a ogni foto, ci sia un punto interrogativo e che certe immagini aspettino delle risposte. Da parte degli enti pubblici, dalle imprese private, dalle amministrazioni che si sono alternate negli ultimi tempi e che non sono riuscite a rilanciare la leggendaria “Spiaggia dei sassaresi”. Una speranza arriva da chi ha avuto il coraggio di rilanciare una struttura proprio in via della Torre. Speriamo che sia solo l'inizio di una rinascita.


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