Sulla terra leggeri, dove il mare che separa riesce ad unire

Cala il sipario a Sassari sull’undicesima edizione del festival della letteratura della Sardegna Sulla terra leggeri, organizzato dall’associazione culturale Camera a sud insieme alla società cooperativa Le Ragazze Terribili per la direzione artistica di Flavio e Paola Soriga, con Geppi Cucciari. 
Il tema - Incontri, dibattiti, libri, letture, autrici e autori per un racconto corale sul concetto di insularità e sulle storie che muove: storie di solitudini e silenzi, ma anche di miscugli e scambi, viaggi e viaggiatori. È questo il senso di Isole - il mare che separa, il mare che unisce.
«Dimenticavamo la distanza fra le stelle e comprendevamo d’essere al centro di un mare che si faceva di giorno in giorno più popolato. Non potevamo fermare il ciclo dell’uomo, nessuno può fermarlo. Dovevamo incontrare gli altri uomini, per crescere. L’incontro ha un costo, pagarlo è inevitabile».

Così scriveva Sergio Atzeni in Passavamo sulla terra leggeri, a proposito della Sardegna di un tempo lontano. Il mare allontana, il mare avvicina. Le genti passano, si fermano, commerciano, conquistano, occupano, costruiscono, smontano, o chiedono, pregano, piangono. Si mischiano, si incontrano, nei porti e nelle campagne, nei paesi e nelle città, e poi di nuovo la solitudine, nell’isola, la quiete, e poi di nuovo daccapo, nei secoli. 

L’ultima giornata di Sulla terra leggeri si apre con un incontro sul mondo del fumetto d’autore: Gianni Tetti dialoga con lo sceneggiatore sassarese Bruno Enna, uno degli autori di Topolino e di libri e riviste Disney, Bonelli e Panini, che recentemente ha pubblicato per Tunuè Susine e il dormiveglia, con Clément Lefévre.
 
A seguire una nuova tappa del viaggio tra le isole: si torna nel profondo nord, alle Faroe, isole della Danimarca, nell’incontro con la scrittrice Siri Ranva Hjelm Jacobsen, in conversazione con Paola Soriga per parlare di “Isola” (Iperborea, 2018), un romanzo che è un viaggio nella memoria, nel mito di queste terre sospese nel tempo, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, un romanzo che si interroga sull’identità, sulle radici e gli innesti. 
Da Faber a Faber, l’undicesima edizione del festival si avvia alla conclusione così com’è iniziata: con un racconto inedito e uno sguardo nuovo sulla vita e le canzoni di Fabrizio De André, offerto per la prima volta dalla compagna di una vita: Dori Ghezzi, che insieme a Giordano Meacci e Francesca Serafini ha scritto Lui, io, noi (Einaudi Stile Libero, 2018). A dialogare con lei una grande donna della letteratura italiana: la sassarese Bianca Pitzorno, autrice di circa cinquanta tra saggi e romanzi, per bambini e adulti, che in Italia hanno superato i due milioni di copie e sono stati tradotti in moltissima paesi d’Europa, Asia e America.

A chiudere la serata sarà Geppi Cucciari, che alla sua maniera, e cioè con ironia e intelligenza, condurrà l’incontro attesissimo con un grande del basket mondiale: Luigi Datome, primo sardo ad approdare nella NBA, dominatore d'Europa con il suo Fenerbahce.


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