Pili: "A rischio il patrimonio zootecnico della Sardegna"

Riportiamo il comunicato stampa del deputato Mauro Pili, in merito alla situazione del comparto zootecnico sardo:

Nel silenzio più totale, con un menefreghismo disarmante la Regione sta consentendo la cancellazione di uno degli strumenti fondamentali di governo del più importante comparto della Sardegna, quello zootecnico: le Apa, le associazioni provinciali degli allevatori (APA). Quelle di Cagliari e Sassari sono da mesi commissariate e dopo i licenziamenti immotivati e in massa dei lavoratori le loro attività sono di fatto ferme. Niente più certificatori negli ovili e nelle campagne, niente identificazione degli animali, a rischio la stessa profilassi del bestiame. A rischio, conseguentemente, anche i premi comunitari. Si sta, insomma, cancellando l’anagrafe di ieri, oggi e domani del settore zootecnico sardo. Da mesi è bloccata l’identificazione elettronica degli ovini attraverso il bolo endoruminale che consentiva elettronicamente di risalire all’anagrafe animale e garantire un incrocio di dati a partire dalla certificazione della razza sino al monitoraggio della profilassi. Tutto questo si è fermato da marzo con conseguenze non più sopportabili”.

Lo ha denunciato poco fa il leader di Unidos Mauro Pili che ha incontrato una delegazione di lavoratori delle Apa Sarde che avevano auspicato un intervento sulla vicenda che li vede licenziati e soprattutto con la struttura delle Associazioni bloccata con gravissime ripercussioni sul comparto zootecnico sardo.

“Quanto sta accadendo – ha detto Pili – è paragonabile ad un comune che di colpo avesse smesso di registrare la vita di una comunità e dei suoi singoli componenti. Basta pensare a cosa significa avere contezza esatta del numero dei capi ovini o caprini, cosa significa acquistare per esempio i vaccini. Un conto è avere il quadro esatto di quanti sono i capi da sottoporre a profilassi vaccinale altro è non avere dati aggiornati e monitorati con spese cospicue e non pianificabili. Il blocco del censimento dinamico del bestiame sta creando un vulnus senza precedenti nel sistema di monitoraggio e governo del settore ovicaprino della Sardegna. Un gioco di potere sta mettendo a rischio un capitale informativo e gestionale con ripercussioni gravissimi per gli allevatori di tutta l’isola.

Tutto questo – prosegue il leader di Unidos - sta avendo con l’inerzia della regione e dell’assessorato dell’agricoltura che pure elargisce importanti risorse alle Apa, oltre tre milioni di euro all’anno. La sola Apa di Cagliari è rimasta senza controllori per lo sciopero ad oltranza dei lavoratori, sia quelli licenziati sia quelli dal futuro segnato. Si sta cancellando l’albero genealogico di uno dei patrimoni zootecnici più importanti del Mediterraneo. Milioni di capi che rischiano di perdere la loro storia genetica e non solo.

La regione – ha detto Pili - deve immediatamente intervenire con il ripristino di tutti i servizi delle Apa, disponendo la riassunzione di tutte le professionalità licenziate, proprio perché costituiscono un capitale umano e professionali al quale la Sardegna non può e non deve rinunciare. Si metta mano alla governance di queste associazioni, si eviti che venga dilapidato il patrimonio informativo decisivo per il futuro del settore e si eviti che vengano scippate le proprietà immobiliari che costituiscono un capitale indissolubile degli allevatori sardi. La Regione ha il potere e il dovere di intervenire. In questa direzione esorto a non perdere altro tempo e a cessare qualsiasi manovra che possa disperdere il capitale umano e quello patrimoniale delle Apa. La Regione – ha concluso Pili - affianchi subito alla gestione un proprio monitoraggio e invochi la presentazione immediata di un piano industriale serio da parte dei commissari. Basta dilapidare risorse e capitali in un settore prioritario nello sviluppo dell’isola”.


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