Paesaggi rurali, Erriu a Florinas per incontrare le comunità delle zone interne

“Questo incontro, come quelli che seguiranno nei prossimi mesi, è molto utile perché ci aiuterà a definire le modalità utili all’estensione del Piano paesaggistico regionale delle zone interne. In un’ottica di partecipazione attiva delle comunità rurali di tutta la Sardegna, questi appuntamenti servono a definire gli ambiti, i paesaggi rurali storici, le regole di governo dei corridoi vallivi e di tutto il territorio isolano. Regole di questo tipo non possono essere calate dall’alto, ecco perché risulta importante il coinvolgimento di esperti e cittadini. È un buon lavoro che portiamo avanti da un paio d’anni e che produrrà risultati concreti a brevissimo”. Lo ha detto l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu nell’introduzione del primo incontro pubblico sulle pratiche e le tradizioni rurali, che si è tenuto questa mattina al Centro sociale di Florinas.

“I cittadini, soprattutto quelli che custodiscono la memoria storica, possono offrire un grande contributo di idee e proposte, per esempio attraverso l’individuazione dei paesaggi rurali con caratteristiche storiche importanti da preservare, tutelare e valorizzare”, ha detto ancora Erriu. “Naturalmente tutto questo può essere fatto se, oltre a uno studio attento del territorio, c’è anche una presenza attiva proprio a testimonianza dell’importanza di questi valori paesaggistici delle zone interne, che fanno bella la Sardegna e la caratterizzano agli occhi dei visitatori”.

I paesaggi rurali, negli attuali scenari programmatici in ambito comunitario, nazionale e regionale, sono oggetto di particolare attenzione per l’importanza che ricoprono a livello identitario, ambientale, culturale, storico e produttivo. Il progetto di ricerca dei paesaggi rurali è stato avviato dall’Assessorato dell’Urbanistica nel 2014. Conclusa la prima fase, a Florinas inizia la seconda.

Gli esempi di paesaggi storici sono molteplici e legati alla geografia dei luoghi. Dai terrazzamenti (quelli di Jerzu sono tra i più noti) al sistema degli orti peri-urbani (abbastanza comuni nei centri minori, come i tancati), i campi aperti della Trexenta, della Marmilla e della Nurra che richiamano una parte significativa dei paesaggi europei, le terre delle bonifiche e delle riforme agrarie (Alghero, Arborea e Castiadas i più conosciuti), senza trascurare le grandi estensioni di oliveti e vigneti. “Sono luoghi rappresentativi della Sardegna, nei quali in modo unico si esplica, nello spazio e nel tempo, la combinazione di aspetti paesaggistici, storici, sociali, economici ed ambientali”, ha sottolineato l’assessore Erriu.

La ricerca vede la collaborazione tra le strutture regionali, impegnate nella attività di pianificazione paesaggistica, l’Osservatorio del paesaggio, gli Atenei di Cagliari (Dipartimenti di Ingegneria Civile, Ambientale ed Architettura e di Scienze Sociali e delle Istituzioni) e Sassari (Dipartimenti di Agraria, di Scienze della Natura e del Territorio e di Architettura, Design e Urbanistica), l’Istituto Superiore Regionale Etnografico con un approfondimento legato agli aspetti immateriali della cultura antica che legano i territori e le popolazioni che li abitano. Un contributo è stato fornito anche dall’Agenzia regionale Forestas per lo sviluppo del territorio e l'ambiente della Sardegna. All’Anci è affidato il processo partecipativo delle comunità locali alla ricerca. Prossima tappa il 30 luglio a Macomer.




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