Detenuti al lavoro a Tissi: il Comune è il primo ente che sigla l'accordo con il carcere di Bancali

di Daniela Piras
Gianmaria Budroni - Sindaco del comune di Tissi
Gianmaria Budroni - Sindaco del comune di Tissi
Un progetto di inclusione sociale rivolto a chi sta scontando una condanna in carcere. Il comune di Tissi è il primo ente locale a promuovere una tale iniziativa, consentita dall’Art. 21 della legge 354/1975. Due detenuti della prigione di Bancali hanno iniziato in questi giorni un percorso riabilitativo che avrà durata di sei mesi (rinnovabili per altri sei) nel quale si occuperanno di effettuare lavori di manutenzione e pulizia delle aree verdi e degli spazi comuni del paese. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale di Tissi e la casa circondariale “Giovanni Bacchiddu” di Sassari.
Si tratta di un vero e proprio programma di reinserimento sociale, coordinato dal consorzio “Andalas de Amistade” che curerà la gestione degli inserimenti. Uno dei tanti “percorsi di amicizia” di cui è promotrice il consorzio (ricordiamo il”Progetto Aurora”, a favore delle donne che subiscono violenza, n.d.r.). Una possibilità reale di inclusione sociale per i detenuti e, allo stesso tempo, un’opportunità per tenere il decoro urbano a livelli ottimali. Un punto cardine nel programma presentato un anno fa dalla lista “Tissi cambia” e dal sindaco Gianmaria Budroni (nella foto). L’idea di questo progetto, sostenuto da tutto il consiglio comunale, è nata da un gruppo minoritario, “Effetto Tissi”, guidato da Sergio Merella. Un segnale che denota una collaborazione costruttiva tra maggioranza e opposizione. Un’iniziativa che sta suscitando molti apprezzamenti, specie da parte di altre amministrazioni che vogliono emularla, e che obiettivamente, senza colori politici, ha lo scopo di sensibilizzare l’intera comunità sull’importanza di offrire una seconda possibilità a chi ha sbagliato in passato, con fatti concreti. Purtroppo anche il migliore dei progetti può dare adito a fraintendimenti e perplessità; fino a qualche tempo fa, infatti, il compito di pulizia del paese era affidato a residenti con difficoltà economiche, una piccola “boccata di ossigeno” nel mare della disoccupazione. I detenuti appaiono effettivamente sostituirsi a loro. A tal proposito, il sindaco precisa: «Vorremmo chiarire con forza il vero obiettivo; il progetto è volto esclusivamente ad un discorso sociale e di inclusione sociale. Va da sé che non è certo e tanto meno vuole essere una misura volta al contrasto della disoccupazione. Per completezza di informazione, voglio precisare che da febbraio 2018 la Corte dei Conti impone agli enti locali di utilizzare le persone che usufruiscono delle misure riguardanti le povertà estreme solo nel caso vengano considerate come spesa del personale dell’ente, di contro impone agli enti di non superare le spese del personale sostenute nel 2009. - spiega Budroni. - Come amministrazione ci stiamo comunque muovendo parallelamente per non far venire meno il nostro supporto a chi necessita di un aiuto economico, a breve presenteremo un progetto proprio rivolto a loro».
Tissi, come comune capofila di questo progetto, funge da cartina di tornasole per sondare gli effetti sulla popolazione di qualcosa che è effettivamente “d’avanguardia”. Chiediamo al sindaco Budroni di riferirci quali sono le prime reazioni, il primo cittadino afferma: « Gli abitanti di Tissi si sono dimostrati pronti ad accogliere con empatia e con la giusta dose di “umanità” questi ragazzi, anche perché ad oggi parlano i fatti concreti che sono  rappresentati dalla pulizia effettuata! Di contro, loro si stanno trovando veramente bene con tutti i nostri concittadini, stanno apprezzando il contesto sociale del nostro paese.»
Una dimostrazione pratica che dimostra come un’idea, seguita da studio e impegno, possa concretizzarsi in importanti risultati.



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