5 si da Confartigianato edilizia per approvare la legge urbanistica

SI per dare certezze amministrative e normative a cittadini e imprese,
SI per eliminare, ora e in futuro, ogni dubbio interpretativo, SI per
affrontare le nuove necessità del mercato, SI per tagliare i tempi di
approvazione dei progetti e burocrazia, SI per migliorare e
riqualificare, con più facilità, il patrimonio esistente riducendo il
consumo del suolo.

“I nostri SI per la nuova Legge Urbanistica sono forti, concreti,
motivati - afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato
Edilizia Sardegna – e li diciamo con convinzione per scongiurare altri
anni di incertezze, di impossibilità di lavorare con serenità e per
non perdere l’occasione storica, forse unica e ultima, di mettere
insieme, seppur nelle rispettive diversità, particolarità e necessità,
maggioranza e opposizione, imprese e ambientalisti, cittadini e
amministrazioni”. “Questi SI sono anche un impegno verso le imprese
che continuano a soffrire e combattere la crisi – continua Meloni -
verso i lavoratori che, ogni giorno nelle proprie aziende, lottano per
il proprio posto di lavoro, e verso i territori che credono in un
futuro migliore e in uno sviluppo che non sia fatto solo di promesse e
parole”.

“Vogliamo essere più concreti e ribadire che siamo favorevoli alla
proposta dell’Assessore Regionale dell’Urbanistica, Cristiano Erriu –
prosegue il Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna – che
stabilisce regole chiare per un ordinato sviluppo urbanistico”. “Gli
ampliamenti delle strutture ricettive, che necessitano di nuovi e più
adeguati servizi da offrire alla clientela - precisa Meloni - non
comportano, come non lo è stato finora, un automatico deturpamento
dell’ambiente o la sua cementificazione”. “Certamente – riprende – è
necessario rispondere concretamente alle necessità di un turismo
chiamato a proporre strutture con standard adeguati alle aspettative
di un target medio alto, sempre più esigente. Accogliamo con favore
l’approvazione in Commissione Urbanistica dell’articolo che prevede
gli incrementi volumetrici nella fascia dei 300 metri dal mare perché
prevede delle regole equilibrate e finalizzate alla qualità
urbanistica. Siamo inoltre favorevoli all’articolo 43 della Legge che
riteniamo non debba essere stralciato”.

Confartigianato Edilizia Sardegna ricorda i numeri del comparto e
della crisi dell’edilizia che continua ininterrottamente dal 2008.

Attualmente nell’Isola sono 22.378 le imprese attive delle
costruzioni, di cui il 58,1% sono artigiane (13.011 realtà), che
impiegano oltre 40mila addetti. Tra il 2008 e il 2017, il comparto ha
perso il 34,4% della sua forza, con oltre 22mila imprese che hanno
cessato definitivamente l’attività, lasciando per strada più di 45mila
addetti.

Crollo verticale anche del valore aggiunto: tra il 2007 e il 2016 è
calato del 27,7%, corrispondente a un mancato giro d’affari di 652
milioni di euro. Infatti, se nel 2007 era di 2 miliardi e 351milioni
nel 2015 è passato a 1 miliardo e 657 milioni. Netta ripresa, invece,
nel 2016 con +42 milioni di euro di crescita (+2,5%) rispetto all’anno
precedente attestandosi a 1 miliardo e 699milioni di euro. Nel 2017
l’incidenza sul valore aggiunto delle Costruzioni sull’economia
regionale della Sardegna è stata del 5,6%.

Secondo recenti calcoli, nell’Isola la riforma andrebbe a interessare
circa 120mila persone, tra diretto, indotto e famiglie.

L’indotto coinvolgerebbe le imprese produttrici di materie prime e
semilavorati (sabbie, cementi, malte ma anche marmi e graniti), quelle
dell’autotrasporto merci, della lavorazione del ferro, degli infissi,
dell’impiantistica e dei mobili, non dimenticando professionalità
quali ingegneri, architetti, geometri e periti edili. Le famiglie
interessate, invece, sarebbero quelle degli imprenditori e dei
lavoratori.

“Crediamo non siano da sottovalutare anche gli investimenti che, con
la nuova Legge, potrebbero arrivare da oltre Tirreno – riprende il
Presidente di Confartigianato Edilizia – piccole o grosse società che
investirebbero, oltre che nella ristrutturazione o nella costruzione,
anche in servizi e infrastrutture come, per esempio, strade e porti o
attività legate alla salvaguardia del paesaggio, del rimboschimento,
della tutela della flora e della fauna”.

Da Meloni anche un passaggio sulle prossime elezioni. “Presto ci
saranno le elezioni Regionali e sarà necessario far sapere a chi si
candiderà, e ci rappresenterà, che occorrono norme urbanistiche che ci
consentano di svolgere e far crescere la nostra economia, la nostra
società e il nostro territorio, i quali sono “naturalmente” e
fortemente orientati verso il turismo moderno e sostenibile, in
sintonia con quanto il mercato ci chiede. Anche su questo ci sarà il
nostro forte impegno di sensibilizzazione”.

Infine l’appello: “Per approvare la Legge, che le nostre imprese
attendono da 30 lunghi anni, il Consiglio ha solamente 200 giorni.
Quindi, siamo alla vigilia di scelte che, a distanza di parecchi
decenni, rappresenteranno un’importante sfida per il futuro
dell’Isola, e che, in ogni caso, metteranno il comparto delle
costruzioni della Sardegna al centro di un generale processo di
revisione del sistema costruttivo. Ai Consiglieri diciamo: fate presto
e scongiuriamo, insieme, la prosecuzione della paralisi dell’edilizia
sarda”.

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