Aras, intervento delle Lega che bacchetta la Regione

Il Vice Commissario Regionale della Lega Dario Giagoni ed il Coordinatore del Nord Sardegna della Lega, Giovanni Nurra di Sassari, valutata l’evoluzione della situazione intervengono nuovamente nella vicenda ARAS:


In particolare dicono “Saremmo curiosi di conoscere come la Giunta Pigliaru intenda risolvere l’incresciosa situazione in cui vengono a trovarsi circa 10.000 allevatori e 300 famiglie di tecnici (agronomi e veterinari) a causa dello scioglimento dell’Associazione Allevatori ARAS, con conseguente potenziale blocco dell’erogazione dei premi 2018 per il Benessere Animale (Misura 14 del PSR) e blocco degli stipendi per il personale dipendente dell’ARAS, determinato dalla mancata erogazione delle somme da parte dell’Agenzia LAORE”.


Questi i fatti:


1.  dal 7 giugno u.s. l’Associazione ARAS è stata dichiarata “estinta” a seguito della decisione adottata dall’assemblea dei soci per “sovra indebitamento” ed il Tribunale Ordinario di Cagliari, lo il 4 luglio u.s., ha provveduto a nominare un professionista per accertarne la situazione patrimoniale (debiti e crediti).


2.  la Regione ha accolto la decisione di considerare estinta il 18 luglio u.s. ed il vicepresidente della Regione, Raffaele Paci, ha spiegato che la dichiarazione di estinzione è “un passaggio formale, un atto dovuto conseguente alla messa in liquidazione dell’associazione, di cui la Regione non poteva che prendere atto”. Ma, ha aggiunto, “Aras continuerà a esistere come Aras in liquidazione e controllata dal tribunale”, specificando che “vi sono le condizioni per portare avanti la convenzione sino al 2020”.


3.  sembra quindi “piovere sul bagnato” per i circa 10.000 allevatori che si avvalgono dell’assistenza dell’ARAS, a cominciare dalla corresponsione dei premi 2018 di cui al primo accesso della Misura 14 del PSR (benessere animale) e che potrebbero vedersi privati della assistenza se l’attività ARAS dovesse subire un blocco;


4.  anche le circa 300 famiglie dei lavoratori ARAS vedono drammaticamente complicarsi la situazione di precarietà alle prese con l’estinzione dell’ARAS con effetto immediato;


5.  la legge regionale n. 3 del 2009, che prevedeva l’inserimento dei dipendenti ARAS nell’organico dell’Agenzia regionale Laore, è rimasta inapplicata per ben 9 anni a causa dei limiti assunzionali previsti dalla normativa nazionale del ministro Madia e che vittime di questi ritardi sono i lavoratori, che da oggi non sanno più quale sarà il loro destino occupazionale.


In questa situazione, i due dirigenti della Lega affermano che per sbloccare la situazione è necessaria l’apertura di un tavolo con tutti i portatori d’interesse (Regione Sardegna, Associazioni di categoria, sindacati, ecc..) per individuare un nuovo soggetto – con governance sarda - per gestire  tutta  l’assistenza del comparto zootecnico in Sardegna

Inoltre, in attesa di soluzioni definitive, la Regione deve intervenire subito per garantire l’erogazione dei premi agli allevatori sardi e garantire ai lavoratori certezza operativa futura. Si avvicinano, infatti, le scadenze della Convenzione che assicura l’attività prevista per il 2020.
Dobbiamo prendere atto, dicono Giagoni e Nurra, che in questo caos normativo e amministrativo i lavoratori continuano a garantire, a spese proprie, l’attività nelle aziende zootecniche della Sardegna. A oggi hanno maturato due stipendi arretrati (con il rischio di rimanere anche i prossimi mesi senza salario) e non hanno visto i rimborsi degli ultimi quattro mesi delle ingenti spese personali connesse all’uso del proprio automezzo per recarsi nelle aziende per l’assistenza agli allevatori

Deve essere fortemente denunciato che la situazione di sofferenza finanziaria dell'Aras, è sostanzialmente riconducibile alla mancata erogazione di risorse dovute a fronte di attività svolte nelle precedenti annate, da parte della dirigenza di LAORE, che nega all'attuale gestione circa tre milioni di euro necessari a ripianare il passivo accumulato. Basterebbe che queste somme venissero riconosciute a favore di Aras per far revocare la procedura di liquidazione volontaria e permettere ad Aras di continuare ad operare fino al 2020.

Non vorremmo che la Giunta, anziché obbligare LAORE (anche nominando un Commissario ad Acta) a riconoscere i propri debiti verso ARAS, volesse invece estromettere i rappresentanti degli allevatori e dei lavoratori dalla partita per affidarla ad un eventuale  nuovo soggetto associativo, più gradito, che dovesse farsi avanti (si parla con insistenza del Consorzio del Pecorino Romano, della 3A, altri Industriali del settore e, soprattutto, si parla con insistenza del consorzio Oilos) per gestire la convenzione con Laore per la realizzazione della Misura 14.

Con un'operazione di questo tipo le Organizzazioni di categoria dei produttori primari agricoli e zootecnici e dei lavoratori, si lascerebbero scippare, senza colpo ferire dagli industriali e con la complicità di mamma regione, (ovviamente giustificata dall’inefficiente gestione precedente) di un organismo determinante ai fini dell'assistenza tecnica del settore zootecnico.Gli allevatori, i loro rappresentanti o presunti tali e chi si candida a contrastare le perniciose macchinazioni di questa "classe dirigente regionale" dovrebbero riflettere su quanto certe scelte siano tese a rafforzare organismi elitari, che non hanno alcun interesse a fornire servizi reali agli operatori primari del comparto zootecnico."



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