Metanizzazione e chimica verde. Il Pd sassarese sollecita la Regione: "Difendiamo i progetti"

Riportiamo la nota stampa a firma del segretario provinciale del PD di Sassari Gianpiero Cordedda in merito alla messa a punto dei progetti legati alla metanizzazione e alla chimica verde:


La Regione Sarda e la Giunta Regionale devono difendere il progetto di metanizzazione della Sardegna, quello della chimica verde e la realizzazione delle bonifiche nel sito industriale di Porto Torres. Con sospetta coincidenza parlamentari del movimento cinque stelle e del Partito Sardo per Salvini in questi giorni si affannano per cercare di decretare la morte del progetto di realizzazione della dorsale sarda per il metano. Un investimento di 700 milioni di euro di lavori diretti e che comporta benefici per imprese e famiglie stimabili in ulteriori 400 milioni di euro. Per sostituirlo con cosa? Con la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Fonti che però in realtà non sarebbero sostitutive del metano ma eventualmente complementari. Oppure, con molto più spirito pratico, l’alternativa darebbe un altro progetto questo sì “innovativo”: il transito di file di camion cisterna che attraversano la Sardegna, intasando le strade e con immaginabili gravi rischi di sicurezza delle persone e dell’ambiente.
Ancora una volta incompetenza, pressapochismo, pregiudizi antindustriali si sposano, più o meno consapevolmente, con interessi e affari lobbisti che vanno contro gli interessi dei sardi. La Giunta Regionale, come detto in premessa, deve difendere anche il progetto della chimica verde e la realizzazione delle bonifiche del sito industriale di Porto Torres.
Al di là dei ciclici annunci (talvolta fuori luogo almeno nella misura) sul fronte delle bonifiche non risulta che il progetto Nuraghe sia entrato nella fase operativa e realizzativa, ancora fermo tra la burocrazia regionale/ministeriale e le resistenze di Syndial alla quale non sembra dispiacere procrastinare all’infinito l’avvio dei lavori. E mentre tutto subisce rinvii l’unico progetto che va a buon fine è quello sui campi fotovoltaici di ENI in Sardegna che servono solo all’immagine della multinazionale non certo ai sardi, anche perché non producono un posto di lavoro se non quelli necessari al montaggio e al collegamento degli specchi alla rete elettrica, poco più di 30-40 persone per non più di 3-6 mesi.  Una incomprensibile concessione alla quale più volte il Pd con molti suoi esponenti aveva consigliato al Presidente di rimandare al mittente la richiesta.
Mentre sul progetto di chimica verde, sul quale il territorio aveva scommesso accettando la chiusura degli impianti chimici come premessa per la reindustrializzazione del sassarese, è calato un silenzio speriamo non tombale forse in attesa che tra Eni e Novamont si consumi la resa dei conti.
Ci aspettiamo e da parte nostra sollecitiamo un non rinviabile e deciso intervento del Presidente e della Giunta Regionale che confermi gli impegni presi nel Patto tra Regione sarda e Governo sulla realizzazione della dorsale per il metano e faccia finire la melina di Eni/Syndial su bonifiche e chimica verde."



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