Aziende agricole, premi Pac 2018 a rischio per le certificazioni antimafia

Le norme europee regalano una boccata d’ossigeno alle aziende agricole in ginocchio a causa delle condizioni climatiche avverse, la legge italiana le tiene invece col fiato sospeso, mettendo a rischio con un’eccessiva burocrazia i pagamenti delle anticipazioni Pac. La Commissione europea ha annunciato misure straordinarie in favore degli agricoltori messi in difficoltà a causa delle condizioni climatiche ostili. Si intende così sostenere le imprese agricole ricorrendo a una serie di strumenti, tra cui i pagamenti anticipati dei premi Pac, deroghe ai requisiti per “l’inverdimento” e aiuti di Stato. Il Commissario europeo, Phil Hogan, ha chiesto inoltre agli Stati membri di esaminare tutte le possibili azioni e misure previste dalla legislazione Europea per affrontare questa difficile situazione climatica. In questo scenario le aziende agrozootecniche della Sardegna potranno ricevere in anticipo i pagamenti diretti al 70%, e fino all’85% nell’ambito dello sviluppo rurale; pagamenti che potrebbero essere erogati già a ottobre 2018. «Ma tutto ciò rischia di essere vanificato a causa della norma introdotta dal legislatore Italiano riguardo la certificazione antimafia, che dovrà essere prodotta dalle aziende che percepiscono nel 2018 un aiuto superiore a 25.000 euro», sostiene il presidente della Cia nord Sardegna, Michele Orecchioni. «La questione dell’antimafia si può definire davvero assurda perché rappresenta una iniziativa legislativa incredibile dal punto di vista dell’impatto burocratico, ingestibile nella forma e anche nella sostanza», aggiunge il direttore provinciale della Confederazione italiana agricoltori, Fabio Chessa.




Per superare gli ostacoli che metteranno in seria difficoltà le aziende agricole, la Cia, stante le regole di gestione e il livello di efficienza del processo amministrativo assolutamente inadeguato, chiede al Governo e al Parlamento la modifica della norma e sottolinea l’assoluta urgenza di trovare soluzioni percorribili anche in considerazione del fatto che, dal 2019, a dover sottostare all’obbligo della certificazione antimafia saranno tutte le aziende che percepiscono aiuti maggiori di 5.000 euro.

Senza un tempestivo intervento risolutore, più del 30% del valore dei pagamenti che spettano alle aziende agricole della Sardegna resterà bloccato in attesa dell’antimafia. Perciò la Cia chiede che anche la Regione faccia le opportune azioni verso il Governo nazionale a tutela degli interessi delle aziende isolane.
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