Tirrenia, Pili: "Biglietti alle stelle, revocate la concessione alla compagnia"

“In poche ore migliaia di firme per dire basta alla Tirrenia e alla convenzione truffa dello Stato con la compagnia di Onorato. Un danno incalcolabile che sta emergendo con i primi report sulle presenze in Sardegna. I trasporti e i biglietti alle stelle sono i primi responsabili di una stagione turistica duramente penalizzata dall’ennesima speculazione ai danni dell’isola. Cresce ora dopo ora la mobilitazione per chiedere al ministro dei Trasporti Toninelli la revoca della convenzione con Tirrenia. Biglietti alle stelle, oltre mille euro per una famiglia di 4 persone da e per la Sardegna, navi vecchie di 40 anni, mancati pagamenti per l’acquisto della società per 180 milioni di euro, una sanzione dell’antitrust per 29 milioni di euro, residenza fiscale spostata dalla Sardegna a Milano e soprattutto un regalo annuale di 73 milioni di euro statali. A questo si aggiungono incidenti e black out denunciati ripetutamente da passeggeri e da tracciati radar. C’è quanto basta perché lo Stato revochi la convenzione con Tirrenia e avvii una procedura trasparente in grado di rimuovere questa palese alterazione del mercato e consenta una vera continuità territoriale da e per la Sardegna”.

La richiesta è contenuta in una petizione lanciata 24 ore fa dal leader di Unidos Mauro Pili sulla piattaforma internazionale www.change.org e che ha ottenuto una valanga di sottoscrizione già dalle prime ore e le cui adesioni sono in costante crescita. Nella petizione si chiede al Ministro dei Trasporti Toninelli l’immediata revoca della convenzione con la Tirrenia.

“La Tirrenia – sostiene Pili - applica costi dei biglietti da e per la Sardegna che hanno raggiunto livelli scandalosi che rendono l'isola sempre più inaccessibile a residenti, turisti, operatori economici. Un nucleo familiare, due adulti e due bambini, nella tratta Genova - Olbia, andata e ritorno sono costretti a pagare oltre 1000 euro. Le navi della Tirrenia sono vetuste, hanno oltre 40 anni alcune impegnate nelle rotte da e per la Sardegna.

Sono numerosi i black out che si sono verificati a bordo delle navi in piena navigazione costituendo un vero e proprio pericolo per il trasporto di passeggeri e non solo. La Tirrenia riceve indebitamente contributi dello Stato per 73 milioni di euro senza alcuna verifica del servizio e senza alcuna giustificazione considerato che tale contributo non svolge alcuna funzione calmieratrice del mercato, semmai l'esatto contrario. Il gruppo Tirrenia-Moby – prosegue Pili nella petizione - guadagna a piene mani con biglietti alle stelle sulle rotte da e per la Sardegna, non solo incassa 73 milioni di euro all’anno, ma a tutto questo si aggiunge che il gruppo Onorato non sta pagando nemmeno allo Stato le rate d’acquisto di Tirrenia. La Moby, proprietaria di Tirrenia, non sta pagando nemmeno le rate dell’acquisto della compagnia statale di navigazione come emerge dalla relazione divulgata dalla più grande agenzia di rating Moody's che ha declassato pesantemente Moby e le sue collegate”

“Il governo precedente – attacca Pili - ha  consentito ad Onorato di non pagare le rate d’acquisto della Tirrenia con il differimento del pagamento di 180 milioni di euro ancora in sospeso per l’acquisto di Tirrenia. Il pagamento è stato differito e suddiviso in tre rate: 55 milioni di euro nell'aprile 2016, 60 milioni di euro nell'aprile 2019 e 65 milioni di euro dovuto nell'aprile del 2021. Onorato non ha pagato nemmeno la prima rata di 55 milioni di euro prevista per aprile 2016. Il gruppo Onorato continua a guadagnare a piene mani con le navi che gestisce praticamente gratis visto che non ha nemmeno pagato allo Stato quanto dovuto per l’acquisto di Tirrenia”.

“L'Autorità per la concorrenza ha stabilito a marzo che Moby aveva abusato della sua posizione dominante nel trasporto di merci su tre rotte tra l'Italia continentale e la Sardegna, e successivamente ha imposto una multa di 29 milioni di euro. Nella decisione dell'Antitrust emergono comportamenti che confliggono totalmente con l'interesse pubblico e violano i principi elementari della concorrenza”.

“Per questi motivi – aggiunge Pili - il Ministro delle infrastrutture e Trasporti, alla luce di quanto detto, deve revocare con somma urgenza la convenzione con Tirrenia e ad avviare immediate procedure per impedire l'illegittimo esercizio del monopolio del gruppo Tirrenia - Moby nelle rotte da e per la Sardegna con l'illegittimo utilizzo di denaro pubblico. Il governo deve revocare la convenzione in base all’art.15 e connessi. A questo atto – conclude Pili – il Governo deve far seguire la predisposizione sulle rotte da e per la Sardegna di una vera e propria continuità territoriale al servizio dello sviluppo economico e sociale dell'isola che cancelli monopoli e discriminazioni”.


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