Il tracollo e il dramma della sanità sassarese visto dalla Fimmg

Riportiamo la nota stampa a firma della Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale, che argomenta con preoccupazione le novità della riforma sanitaria in bozza in regione:

"La notizia sul dimensionamento dei posti letto nelle strutture ospedaliere dell’isola, divulgata nei giorni scorsi a mezzo stampa, ha gettato nello sconcerto non solo i primari e gli Amministratori Locali del Nord Ovest della Sardegna ma anche i sanitari del territorio che operano nell’ambito della medicina generale. La bozza di delibera della Giunta Regionale sulla “ripartizione tendenziale” dei posti letto, travalicando la programmazione, già penalizzante, contenuta nella Riforma della Rete Ospedaliera approvata lo scorso ottobre 2017, prevederebbe tagli aggiuntivi per gli ospedali del Sassarese, minando così il ruolo di centro di riferimento dell’HUB del Nord Sardegna e compromettendo ulteriormente l’offerta sanitaria.
Una tale proposta, infatti, non solo porterebbe l’indice dei posti letto per abitante al di sotto di quanto indicato dalla Riforma stessa e ben lontano da quanto stabilito dal Decreto Ministeriale 70/2015 che prevede una dotazione di 3,7 pl x 1000 abitanti, ma creerebbe uno squilibrio ingiustificato, in termini di dotazione, fra l’HUB di Cagliari e quello di Sassari nonché una situazione di privilegio di una struttura privata come il Mater Olbia a discapito di strutture pubbliche come quelle del Sassarese.

Questa notizia, già inquietante di per sé, lo è ancor più, per noi medici di medicina generale, alla luce della lettura del documento dell’ATS Sardegna denominato “piano dei fabbisogni”, datato 29/05/2018, relativo alla gestione della non emergenza, che prevede l’attivazione del numero telefonico unico, 116117, con conseguente graduale superamento del Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia Medica) su tutto il territorio isolano.Una centrale operativa che sostituisce i punti guardia in ciascun ambito territoriale, una voce all’altro capo del telefono che sostituisce fisicamente il sanitario. Un sistema di ricezione delle richieste di assistenza primaria nelle 24 ore che prende il posto del contatto diretto fra medico e paziente, quel contatto diretto che spesso è parte integrante della terapia e serve a cementare il rapporto fiduciario.

Sarà notevolmente ridimensionato il numero delle guardie mediche, ci saranno sempre meno posti letto per chi ha necessità di un ricovero, si rimarrà senza assistenza primaria, particolarmente nei centri più piccoli e decentrati , visto il fenomeno a cui già oggi assistiamo della mancata sostituzione dei medici di base andati in pensione, giustificata dall’impossibilità di reperire personale sanitario disponibile, ma che potrebbe tradire una strategia di dimensionamento anche dei servizi territoriali o comunque l’intenzione di apparire economicamente virtuosi, mostrando un bilancio meno passivo a fine anno.A questo punto il sovraccarico del Pronto Soccorso del Santissima Annunziata, con file sempre più lunghe, sarà inevitabile, le liste d’attesa per visite specialistiche e strumentali avranno tempi improponibili per un paese sviluppato, il servizio di emergenza-urgenza (118) sarà sempre più in affanno e il piatto di una sanità pubblica sempre più inadeguata è servito.

Insomma, meno presidi sul territorio e meno posti letto negli ospedali. Una sanità, quella del Sassarese, che rischia il tracollo, a meno di ripensamenti capaci di riqualificare e valorizzare i servizi esistenti e disporre di una dotazione di posti letto sufficiente ai bisogni della popolazione, di un potenziamento del servizio di Guardia Medica, del Pronto Soccorso e del servizio di Emergenza-Urgenza. Quello che la FIMMG C.A. Sassari chiede da tempo.Questa Giunta Regionale, che ha già dato il peggio di sé nel corso del suo mandato, pare proprio voler lasciare solo macerie alle sue spalle nell’atto finale di questa legislatura, nella consapevolezza di passare la palla avvelenata alla prossima classe politica, che ci auguriamo, saprà correggere e, possibilmente eliminare, i disastri perpetrati da quella attualmente in carica.

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