Via Padre Zirano a Sassari: l’Odissea dell’eterna stazione bus provvisoria

di Daniela Piras
Sono passati anni da quando in via Padre Zirano a Sassari è stata “momentaneamente” trasferita la stazione degli autobus Arst, in attesa di vedere finire (e soprattutto iniziare) i lavori in via XXV Aprile dove un tempo questa trovava collocazione. In via Zirano, dopo un trasferimento che ha generato non pochi disagi ai pendolari che ogni giono viaggiano per studio e/o per lavoro dai paesi limitrofi, ci si era come “assestati” nella provvisorietà. Stalli (provvisori), rivendita biglietti all’interno di un container di lamiera (provvisoria), pensiline e panchine arrivate dopo mesi in cui i pullman venivano aspettati in piedi, all’ombra degli alberi dei giardini adiacenti lo stallo. Sempre provvisoriamente sono stati installati dei distributori di bevande e dei servizi igienici. Come si suol dire, si è cercato di “arredare” il tunnel in attesa di vedere la luce, rappresentata sia dal centro intermodale (parola che appare lontana e quasi arrivare da un futuro non tanto prossimo) che dalla realizzazione della soluzione, anch’essa annunciata come transitoria, di far sorgere la stazione dei bus, a settembre del 2017, tra via Padre Zirano e via San Lorenzo, in un’area di 5mila 700 metri quadrati accanto all’ex mercato ortofrutticolo. Passato un anno possiamo dire che il progetto è rimasto nella mente dei suoi ideatori, senza troppo clamore per l’ennesimo ritardo. In un tale contesto, abituati ormai all’inabituabile, in questi anni abbiamo visto tantissimi turisti girare con il naso per aria una volta arrivati in ciò che dovrebbe essere un capolinea. Come se non bastassero i disagi creati da una situazione che evidentemente non riesce a destare un concreto interesse da parte di chi di dovere, ci si mettono anche gli incivili. Ad oggi, infatti, quelli che erano dei servizi temporanei ma comunque esistenti come quelli igienici non sono utilizzabili perché distrutti dai vandali. L’addetta alla rivendita dei biglietti spiega, con aria rassegnata che «Ormai i servizi sono chiusi da mesi, purtroppo sono stati distrutti e abbiamo dovuto chiuderli». Come se non bastasse, sporcizia e insicurezza (la presenza di una guardia giurata sul posto è emblematica dell'aria che si respira) sono evidenti. Il muretto su cui ci si appoggia in attesa dei bus è stato scoperchiato e, all’interno dei mattoni forati, si può trovare tutto: immondizia varia, lattine vuote, bottiglie, addirittura un tubetto di gel antinfiammatorio. Inutili appaiono i cestini dell’immondizia dove sembra molto più interessante continuare il riempimento dei forattini. In tutto questo caos non stupisce, e anzi fa quasi sorridere, notare che trova spazio anche una colazione integra accanto ai distributori automatici: nutella e fette biscottate. Speriamo sia di buon auspicio e che serva per far puntare i riflettori su un problema davvero troppo trascurato.


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