Chimica verde, ecco tutti i dettagli
di un investimento da 1,2 miliardi

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
 (foto: SassariNotizie.com)
(foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. E ora, la domanda che tutti si fanno è una sola: "Cosa cambierà?". La firma del maxi investimento voluto da Eni e Novamont ha aperto, di fatto, una nuova era per il polo petrolchimico di Porto Torres. Al momento le incertezze sono tante, soprattutto tra i lavoratori, e tutte comprensibili alle luce delle disastrose trattative per il salvataggio Vinyls. Questa volta però, i dubbi e le riserve (come quelle della Cgil di Sassari) sono controbilanciate dalla garanzia di una valanga di soldi in arrivo per Porto Torres: 1,2 miliardi di euro per la precisione. Soldi che dovranno servire per la riconversione dell'impianto attuale e per la realizzazione, in sei anni, di un grande polo per la chimica verde (il più grande d'Europa) per la produzioni di monomeri, additivi per lubrificanti e gomme e polimeri biodegradabili ottenuti da oli vegetali e scarti agricoli anziché da solventi tossici. Il primo target dell'investimento sarà la costruzione di un grande impianto di monomeri bio, il primo al mondo nel suo genere e punto di connessione con le filiere agricole locali. Nella seconda fase saranno realizzati due impianti di additivi biodegradabili per pneumatici a basso impatto ambientale ed elevata "fuel economy" e per gomme in genere. Nella terza fase, infine, sarà avviato un impianto di produzione di bioplastiche e altri due per la produzione di monomeri e lubrificanti bio di maggiori dimensioni rispetto ai primi. Il colosso ha poi stanziato altri 500 milioni di euro per la bonifica di tutti i terreni del sito di Porto Torres (circa 600 ettari) e per le infrastrutture industriali di supporto alle attività dei nuovi impianti. Non mancherà un nuovo Centro Ricerche che lavorerà in collaborazione con le università sarde.

La questione scottante delle bonifiche e l'attenzione per i temi dell'occupazioni sono i veri punti salienti su cui si è mossa la lunga trattativa che ha portato all'accordo. Su proposta del presidente Cappellacci, infatti, il protocollo per la chimica verde siglato nel pomeriggio a Palazzo Chigi è stato accompagnato da un secondo documento che prevede per Regione un ruolo guida di coordinamente di un "tavolo regionale di supporto al coordinamento complessivo del progetto". Sarà quello, dunque, il luogo permanente del confronto a livello regionale sui temi e sugli impegni del protocollo. Partecipano, oltre ai rappresentanti regionali, fra cui enti locali e organizzazioni sindacali, anche un rappresentante del Governo nazionale e uno di Eni. Tra i temi principali che saranno affrontati dal tavolo regionale, le azioni tese alla tutela dei lavoratori dell’indotto e del sistema delle imprese locali, il monitoraggio al fine di garantire precisi tempi di inizio e realizzazione delle attività di bonifica, la disponibilità di aree ed infrastrutture, il piano di reindustrializzazione delle aree interessate, l’utilizzo di aree esterne all’attuale perimetro industriale per la sperimentazione agricola, con la compartecipazione degli Enti regionali e dell’Università e, infine, il tema della centrale elettrica a biomasse e la sua coerenza con il piano regionale energetico e della produzione da fonti rinnovabili.

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: SassariNotizie.com)
  • Una ciminiera in costruzione (foto: www.rf-project.it)