Flc-Cgil:"Scuola e minoranze linguistiche, danni agli studenti della Sardegna"

di SSN
Riceviamo e pubblichiamo la nota della Flc-Cgil che si oppone ai decreti su organici nella scuola:

"È una brutta storia, quella che raccontiamo oggi: per almeno sei anni, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna e quelli provinciali di Sassari, Nuoro, Oristano e Cagliari hanno pubblicato decreti omissivi o falsati sugli Organici delle Scuole della Minoranza linguistica più numerosa d’Italia, per mezzo dei quali hanno tagliato classi, Scuole e cattedre e danneggiato gravemente Istituzioni scolastiche di paesi e città, insegnanti e Ata, studenti e famiglie della nostra Isola. I primi due documenti risalgono al maggio 2013, riguardano gli organici delle scuole Elementari e Medie delle province di Sassari e Nuoro, e contengono
un’espressione incomprensibile ai non addetti ai lavori: “PRESO ATTO delle
comunicazioni dei Sindaci dei Comuni con classi costituite con un numero di alunni
inferiore ai parametri di cui all’art. 10 comma 1 del D.P.R. 81/2009, ubicate al di fuori delle zone indicate al comma 4 del medesimo articolo (...) “. Il comma 4 dell’art.10 del DPR 81/09 parla delle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche che hanno diritto ad avere classi formate da 10 alunni. Quindi, le comunicazioni dei Sindaci avrebbero contenuto la dichiarazione che il Comune da loro amministrato non rientrava nelle aree geografiche abitate da Minoranza linguistica. La Sardegna è circondata dal mare, per cui nessuno può mettere in discussione i confini delle Minoranze linguistiche catalana e sarda
riportate all’art. 2 della Legge 482/99. È lecito chiedersi, e se ne chiederà accertamento agli Organi competenti, se la “frase incriminata” sia frutto di mancata conoscenza delle norme da parte dei Sindaci dichiaranti; o se sia il frutto di ignoranza (inescusabile, nel loro caso), o, ancor peggio, malafede o falsità da parte degli Uffici Scolastici autori dei Decreti, con oggettivo risultato (si accerterà se dolosamente voluto) di un taglio di classi e cattedre, e soppressione di Scuole Autonome sulla pelle della popolazione della Sardegna, in nome del “risparmio”.
Nel 2014, gli stessi Provveditori firmano il medesimo testo sopracitato in diversi decreti. Il cambio di Provveditore non modifica ma reitera le frasi sopra citate: dal 2015 al 2018, il refrain è sempre lo stesso. Gli Uffici Scolastici di Oristano e Cagliari nei decreti per Elementari e Medie “ignorano” le norme sulle Minoranze linguistiche, cioè omettono l’applicazione delle Leggi della Repubblica Italiana, utilizzando una frase generica o, nei decreti per le Superiori, citando a loro volta vari punti, escluso proprio quello relativo alle Minoranze linguistiche, specifico anche per le Scuole della Sardegna.
In relazione agli atti emanati nel 2018, segnala Luigi Canalis, segretario della FLC di Sassari, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Sassari non ha ancora risposto all'istanza di accesso agli Atti da lui presentata il 21 luglio 2018 e a questo proposito sta valutando con i legali della CGIL se presentare denuncia alla Magistratura contro l’USP.

L’Ufficio Scolastico Regionale, a sua volta, anche quest'anno, come l’anno scorso, pubblica sul proprio sito il Decreto Direttoriale n.0014341 del 20-08-2018 per i DSGA, dopo quello n.0013841 del 09-08-2018 relativo alle reggenze per gli incarichi di Dirigente scolastico contenente il numero delle Scuole della Sardegna “sottodimensionate” (cioè private di Preside e Segretario), continuando ad omettere una frase fondamentale riportata nell’articolo 19 comma 5 del D.L. n. 98/2011 e successive modificazioni e integrazioni: le Autonomie scolastiche possono avere fino a 400 alunni anziché 600 “(...) nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche”. Omissione ripresa dal Decreto n. 0008897
del 27-08-2018 dell’USP di Sassari.

In tale decreto, per giustificare la decisione di affidare in reggenza ben 12 istituzioni scolastiche che si trovano al di sotto del parametro numerico di 600 alunni necessario per ottenere un Dirigente scolastico a tempo indeterminato e un Segretario (DSGA), così come stabilito dall'art.19, comma 5 della l. 111 del 25-07-2011, che ha convertito il D. L. n.98 del 2011, e dalle successive modifiche, è stata omessa la parte del comma che fa espresso riferimento ai territori abitati da minoranze linguistiche come territori per i quali il limite si riduce a 400 alunni. Tale omissione è funzionale allo scopo di escludere le scuole della Sardegna dal novero di quelle alle quali dovrebbero applicarsi tali parametri più favorevoli.
Su questa omissione, i cui risvolti e le cui ricadute sono da anni sotto gli occhi di tutti (scuole accorpate, perdita di posti di lavoro, nascita di istituzioni scolastiche enormi e quindi difficilmente gestibili e contemporanea chiusura di autonomie scolastiche) la FLC-CGIL di Sassari ha deciso di fare luce, chiedendo alla magistratura di verificare se sussistano ipotesi di reato in tali comportamenti omissivi.

Chi risarcirà, si domanda Luigi Canalis, i gravissimi danni arrecati per diversi anni dalla mancata applicazione della legge agli studenti della Sardegna, al futuro di tante ragazze e ragazzi, alle loro famiglie, a docenti e personale Ata, allo sviluppo culturale, sociale ed economico della nostra Isola?
Nel silenzio gravissimo della classe politica sarda, ancora una volta spetterà alla
Magistratura il compito di ristabilire la giusta applicazione della legge, individuare e condannare i colpevoli, nonché di stabilire adeguati risarcimenti per gli studenti interessati da pendolarismo coatto, professori e Ata trasferiti d’ufficio, Amministrazioni comunali dei paesi e delle città defraudati delle Istituzioni scolastiche, tutti soggetti che potrebbero costituirsi parte civile.

Intanto, il sidacato richiede e si sollecita anche un intervento immediato del Ministro dell’Istruzione per ristabilire la legalità, riaprire le Scuole della nostra Isola chiuse contra legem, ripristinare le Autonomie scolastiche soppresse illegittimamente  e le classi cancellate utilizzando decreti contenenti o falsità o omissioni, nonchè rimuovere i colpevoli della distruzione della Scuola della Sardegna, in attesa che la giustizia faccia il suo corso. Se possibile, il MIUR eviti di applicare l’italico “Promoveatur ut amoveatur (Si promuova ad altro incarico al fine di rimuoverlo dall’incarico attuale)”. Opportuno e necessario, seppur tardivo, infine,sarebbe un sollecito intervento del presidente della Regione Autonoma della Sardegna e dell’Assessore Regionale della Pubblica Istruzione".

A questo proposito, il segretario della Flc-Cgil di Sassari, Luigi Canalis, invita tutti gli interessati a contattare il 3402492811, dal lunedì al venerdì, dalle
ore 15 alle 19, o sassari@flcgil.it.

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