A Castelsardo la rassegna cinematografica "Visioni Sarde"

L'Associazione culturale Inschibboleth e la Città di Castelsardo dedicheranno presso la Biblioteca comunale - Archivio storico di Castelsardo due serate alla rassegna cinematografica "Visioni sarde". Le proiezioni si inseriscono nell’ambito del Festival Internazionale di promozione del libro e della lettura Un’Isola in Rete, giunto ormai alla sua VIII edizione e che conta oltre 40 eventi nell’arco di tre mesi, e della Creative Writing Summer School, che si svolge tra la città di Castelsardo e la casa di reclusione di Tempio-Pausania P. Pittalis, con la partecipazione di Emiliano Poddi e Eleonora Sottili, insegnati presso la scuola Holden.

Di seguito il programma della rassegna:

Giovedì 13 settembre ore 19.00
- Deu ti amu! (Italia/2016) di Jacopo Cullin - Menzione speciale Visioni Sarde 2018., Premio del pubblico all'Asti Film Festival 2018
- Disco volante (Italia/2016) di Matteo Incollu - Primo Premio Visioni Sarde 2018
- Engine of time (Italia/2017) di Ilenia Locci, Fabio Loi - Cortometraggio di animazione di due registi giovanissimi- Selezionato per la finale di Visioni Sarde 2018

Venerdì 14 settembre ore 19.00
- Futuro prossimo (Italia/2017) di Salvatore Mereu - Selezionato per la sezione Orizzonti della 74ma edizione della Mostra internazionale del Cinema di Venezia, per il IX Festival del cinema italiano “Da Venezia a Mosca” e per il David di Donatello 2017 Premio speciale della giuria a Visioni Sarde 2018, Premio Diritto di Parola a Babel Film Festival 2017, selezionato per i Nastri d'Argento 2018.
- Isole (Italia/2017) di Paolo Zucca - Selezionato per la finale di Visioni Sarde 2018
- JE NE VEUX PAS MOURIR (Italia/2017) di Gianluca Mangiasciutti, Massimo Loi - Menzione Speciale a Visioni Sarde 2018
- A casa mia (Italia/2016) di Mario Piredda -  Primo Premio David di Donatello 2017 e altri 8 premi internazionali

Le sette opere brevi raccontano il presente e rappresentano il futuro del cinema sardo sia a livello di stile che di contenuti.
 Alcuni film sono stati selezionati per la finale del Festival di Bologna per la buona capacità espressiva, altri per il singolare stile narrativo, altri ancora per la creatività e originalità con la quale sono descritti eventi, situazioni, personaggi, emozioni e sentimenti.
Alcuni film della rassegna sono stati candidati al Nastro D'Argento altri hanno ottenuto premi e riconoscimenti in diversi Festival cinematografici. A Casa mia di Mario Piredda si è aggiudicato il David di Donatello 2017 quale miglior cortometraggio italiano.
Le opere sono firmate da registi di consolidata fama (Salvatore Mereu e Paolo Zucca) e da giovani talenti emergenti: Jacopo Cullin, Matteo Incollu, Ilenia Locci, Fabio Loi, Massimo Loi e Mario Piredda.
I loro cortometraggi, diversissimi per genere, stile e soggetti, danno corpo ad una originale rassegna per piccole opere, spesso a cavallo tra realtà e finzione che cercano di trasmettere sentimenti ed emozioni, o di approfondire temi di stringente attualità quali l'immigrazione e la disoccupazione.
I film:
– Deu ti amu! di Jacopo Cullin. Colori, sapori, odori e suoni d’antan fanno da cornice a un corteggiamento senza tempo e senza fine;
 
– Disco Volante di Matteo Incollu. Cagliari. Un furgone di panini disperso in mezzo al nulla, un uomo stanco, una ragazza risoluta, otto sconosciuti e una friggitrice moribonda. Panini leggendari e alieni sconosciuti. E la magia improvvisa. Tutto in una notte;
 
– Engine of time di Ilenia Locci e Fabio Loi. Nelle S. Factory, due fabbriche gemelle del Pianeta Terra, convivono umani e robot che operano con impegno, sincronismo e armonia per un traguardo comune. Ogni giorno i singolari ingredienti di una ricetta millenaria vengono lavorati per illuminare il tempo;
 
– Futuro prossimo di Salvatore Mereu. Di giorno Rachel e Mojo vagano per la città alla ricerca di un lavoro. Di notte trovano riparo in un casotto di uno stabilimento balneare. Una mattina, Basilio, che ne è il custode, scopre che qualcuno ha passato la notte in una delle cabine;
 
– Isole di Paolo Zucca. Padre e figlio, immigrati, si confrontano durante la colazione sui problemi della vita quotidiana. Il film è il risultato di un laboratorio cinematografico sul tema “le migrazioni e il territorio”;
 
– Je ne veux pas mourir di Gianluca Mangiasciutti e Massimo Loi. La tragedia dei nostri tempi vista da chi dovrà imparare a vivere il domani;

– A casa mia di Mario Piredda. Rimasti i soli abitanti di un piccolo paese di pescatori ormai spopolato, due anziani, Lucia e Peppino, vivono nella speranza che l’inverno non finisca

 La rassegna “Visioni Sarde” è resa itinerante grazie a “Corti in Circolo nei circoli”, progetto che ai sensi della Legge Regionale n.7/1991, art.19, è stato ammesso a fruire dei contributi della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Lavoro. L’esecuzione è stata affidata al circolo “Grazia Deledda” di La Spezia, presieduto da Pietro Pala.

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