Sassari. Famiglie ostaggio della nuova Buddi Buddi:"Uscire a piedi è impossibile, rischiamo la vita"

La Buddi Buddi appena riaperta al traffico nel tratto di competenza del comune di Sassari ha già creato non pochi problemi. In località "Zuari", nei pressi della chiesetta di San Giuseppe, ci sono nove famiglie e un'attività artigianale con affaccio diretto sulla carreggiata, nel vero senso della parola. Gli abitanti di questa zona sono impossibilitati ad uscire a piedi di casa per raggiungere le strisce pedonali che distano un centinaio di metri. Il transito pedonale per arrivare alle strisce di attraversamento è pericolosissimo, non si può raggiungere nemmeno la chiesetta che dista qualche decina di metri. Sulla situazione è intervenuto il consigliere del comune sassarese Giancarlo Carta che spiega:  "Peccato che l’assessore Piu si sia dimenticato che gli abitanti della zona sono segregati in casa, grazie a questi lavori progettati malissimo. Infatti da ieri non si può più andare in chiesa, prendere l’autobus o fare una passeggiata come si faceva prima.  Non solo non è stato previsto un marciapiede ma neanche lo spazio minimo per camminare lungo la carreggiata senza rischiare di essere travolti. E uscire dall’incrocio per immettersi sulla Buddi Buddi è pericolosissimo. C’è poco da essere trionfanti, la situazione è grave e come al solito l’amministrazione lascia i propri concittadini nel disagio senza porre rimedi accettabili. Ricorda tanto i lavori della pista ciclabile con i commercianti e cittadini di viale Italia lasciati in balia dei cantieri e senza nessuno che li ascoltasse."

Gli abitanti della zona, ci hanno confermato la gravità della situazione: " Uscire in macchina è pericolosissimo, l'uscita dalle abitazioni si immette subito dopo una curva, la visibilità è scarsissima e quasi tutti transitano in macchina a velocità sostenute. Ma è ben più grave se volessimo uscire di casa a fare una passeggiata. Dovremmo camminare sulla striscia di delimitazione della carreggiata, con l'ansia di essere travolti. Siamo praticamente obbligati a prendere un mezzo di trasporto. L'amministrazione, chiamata in causa dagli abitanti li ha rassicurati confermando che "stanno studiando in che modo realizzare un marciapiede per raggiungere quanto meno le strisce pedonali". Certo è che, nel frattempo, queste famiglie sono "ai domiciliari"  e non possono affrontare la quotidianità.
In realtà, probabilmente, sarebbe bastato allargare l'esproprio anche solo di un metro in sede progettuale e creare così lo spazio per la realizzazione di un marciapiede: ora tutto è più difficile perchè sono state realizzate nuove recinzioni in muratura che, per sopperire alla carenza,  dovrebbero essere demolite e ricostruite.


Abbiamo condiviso il video realizzato dagli abitanti del quartiere.




© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo