Maltempo. Coldiretti. Agricoltura in ginocchio, subito il forum sui cambiamenti climatici

Il maltempo si abbatte ancora una volta sulla Sardegna causando nuovamente danni ad una agricoltura ormai in ginocchio. Grandine e forte vento hanno scoperchiato stalle, abbattuto alberi, raso al suolo colture in pieno campo, danneggiato strutture e mezzi e qualche animale morto.

Un ciclone purtroppo ancora in corso che cominciato ieri sera da Alghero si sta allargando su tutto il territorio isolano, anche se al momento il territorio più danneggiato è quello del centro: alto oristanese e Marghine.

La siccità straordinaria dello scorso anno, che ha causato danni per circa 300 milioni come stimato da Coldiretti Sardegna, quest’anno è compensata da piogge e grandinate altrettanto anomale e da ieri notte anche da forti raffiche di vento.

Primavera e l’agosto più piovoso di sempre sono stati quasi letali per diverse colture, sia per la prolungata umidità che ha favorito il dilagare dei funghi nelle piante e sia per le continue bombe d’acqua che soprattutto ad agosto hanno rovinato diverse colture.

Il 10 ottobre poi è arrivato l’alluvione che ha colpito il sud Sardegna ed il Sarrabus causando danni per oltre 5 milioni di euro.

Da ieri sera una nuova ondata, questa volta grandine e vento, ha interessato inizialmente in particolare l’alto oristanese ed il Sinis, il Marghine e Alghero per poi allargarsi nel Sulcis, ancora nel Sarrabus, Medio Campidano. Ma danni si lamentano in diverse parti della Sardegna.

Cicloni di vento e grandinate che in pochi minuti stanno mandando in frantumi una stagione di lavoro e in qualche caso anche di anni.

Le foto e i video che arrivano dal territorio hanno dell’incredibile. Stalle e fienili scoperchiati (una completamente abbattuta con i muri per terra e gli animali morti schiacciati). Coperture con fori enormi, colture atterrate e demolite dalla violenza della grandine. Tralicci della corrente elettrica travolti. Cumuli di grandine da film di fantascienza.

Purtroppo non si può ancora fare un bilancio dei danni perché la perturbazione è ancora in corso.

SASSARESE. Ieri sera la grandine, grossa come delle pietre, ha raso al suolo le campagne della Riviera del Corallo. Le colture di stagione in pieno campo sono state abbattute dalla violenza delle precipitazioni, così come sono stati danneggiati gli olivi in piena raccolta delle olive. Tanti danni si registrano anche su serre e strutture. Questa notte e questa mattina il ciclone Mediterraneo ha interessato anche gli altri territori del Nord Sardegna con allagamento dei campi e altre perdite.

MARGHINE. Un ciclone questa mattina si è abbattuto anche nel Marghine, in particolare nella striscia tra Sindia, Macomer, Bortigali e Borore. Precipitazioni violente con chicchi di grandine enormi, e forte vento. Le aziende agricole di tutto il territorio lamentano forti perdite: stalle e fienili, ma anche qualche casa rurale sono stati scoperchiati, nel migliore dei casi sono scoperchiate a metà o si ritrovano con enormi fori dovuti alla grandine. A questo si aggiungono le continue precipitazioni che stanno bagnando e rendendo praticamente inutilizzabile le scorte di fieno e paglia oltre a lasciare gli animali (stanno cominciando i parti delle pecore) senza un tetto. Una stalla è stata letteralmente distrutta, sono caduti anche i muri che hanno schiacciato pure le capre. Ma ci sono danni anche alle altre strutture e mezzi a causa della violenza del vento e della grandine. Non si contano i danni alla superficie boschiva con diversi alberi, anche secolari sradicati.

ORISTANESE. Anche qui i danni sono simili al Marghine. Il ciclone nelle stese ore si è abbattuto soprattutto nell’alto oristanese e nel Sinis, provocando danni alle infrastrutture agricole, con tetti  ridotti a un colabrodo e  scorte aziendali e fienili esposti alle intemperie. Qualche disagio anche negli agrumeti del milese. Il forte vento ha sradicato alberi, spostato roto presse, compromesso la produzione di alcuni vivai di fiori (pronti alla vendita per le festività di Tutti i Santi ). Le forti piogge hanno causato allagamenti nei campi e strade, impedendo, talvolta, anche  l’ accesso nelle aziende.

MEDIO CAMPIDANO. Ad avere la peggio sono stati soprattutto i campi di carciofi che proprio in questi giorni stavano arrivando nei mercati (territorio tra Sanluri e Serramanna), ma si registrano danni e allagamenti anche alle serre e strutture.

TREXENTA. In questo caso si registrano soprattutto allagamenti dei campi e danni alle strade rurali.

SULCIS. Il forte vento ha lasciato anche in questo territorio diverse stalle senza copertura, cosi come sono stati allagati campi e danneggiate le colture da campo e sradicati diversi alberi.

SUD SARDEGNA. Una forte grandinata ha interessato il territorio di Nuraminis e Quartu dove sono state danneggiate le colture da campo con forti danni per le carciofaie.

SARRABUS.  A metà mattina un forte vento ha portato via i tralicci della corrente elettrica lasciando diverse aziende agricole senza corrente.

Difficile fare anche una prima stima dei danni in quanto la perturbazione è ancora in corso.

“Come abbiamo già chiesto è urgente un forum politico sui cambiamenti climatici – aggiunge il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -, ormai abbiamo a che fare con un clima nuovo che merita una approfondita discussione per capire quali sono le colture adatte a questo clima e i metodi di coltivazione. Non possiamo continuare a subire questi ingenti danni e chiedere indennizzi che quando disponibili arrivano sempre in ritardo e comunque coprono in minima parte i danni”.

“L’agricoltura è in ginocchio e sta diventando impossibile lavorare la terra – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Con certe condizioni climatiche è difficile convivere, passiamo da un estremo all’altro. L’anno scorso non pioveva quest’anno troppo. In più si aggiungono questi cicloni di vento e grandinate incredibili. Abbiamo diverse aziende che hanno subito danni ingenti e hanno perso il lavoro di anni. Per questo è urgente guardare al futuro partendo da questo dato di fatto e indirizzando il nuovo Psr sulle colture e metodi di coltivazione compatibili con questo clima”.





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