Chimica verde, Antonio Rudas
scrive al Pd per tornare indietro

SASSARI. Il segretario della Cgil di Sassari Antonio Rudas ha inviato una lettera al segretario nazionale, al responsabile economico, al capogruppo in Consiglio regionale e al segretario regionale del Partito Democratico per chiedere un intervento che scongiuri la chiusura del cracking nel polo petrolchimico di Porto Torres, prevista per il mese corrente, e garantisca la continuità occupazionale dei lavoratori. Nel documento, Rudas chiede il ritiro delle firme sul protocollo d'intesa siglato il 26 maggio scorso a Roma con Eni-Novamont, che prevede la realizzazione della cosiddetta chimica verde a Porto Torres. Ecco il testo integrale della lettera

Al Segretario Del PD
Pierluigi Bersani
Al Responsabile Economico PD
Stefano Fassina
Al Segretario PD Sardegna
Silvio Lai
Al Capo Gruppo PD
Mario Bruno
Agli Organi di Informazione
L O R O S E D I

Oggetto: richiesta di intervento urgente
Protocollo – Seg-Gen-06-193

Gentili interlocutori,
In più occasioni, in quanto responsabili del più grande partito di opposizione al governo del Paese e di quello regionale, avete assunto, almeno a parole, una posizione chiara e netta in
relazione alla necessità di rilanciare l'apparato industriale, così come avete sostenuto importanti vertenze in difesa dei lavoratori della Vinyls e del petrolchimico di Porto Torres.
In questo scenario, ovvero prima dell'importante turno di elezioni amministrative, si è tenuta proprio a Porto Torres, la riunione della direzione regionale e provinciale del vostro partito,
la quale ha approvato all'unanimità un documento politico che impegnava tutto il suo gruppo dirigente a sostenere i seguenti punti:

1. L'accettazione del programma di investimenti per la realizzazione della cosiddetta “chimica
verde”.
2. Il mantenimento degli attuali livelli occupazionali sino alla completa realizzazione del
programma.
3. Piano di dismissione dell'esistente, subordinato ai tempi di realizzazione del nuovo, in modo
da non penalizzare l'occupazione.

Lo scorso 26 Maggio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri si è stipulata un'intesa, grazie anche all'irresponsabilità del presidente della Regione Ugo Cappellacci che sulla
base di promesse generiche, in assenza di un vero piano industriale e di nessuna garanzia, ha accettato uno scambio iniquo, che prevede la chiusura del petrolchimico già dal corrente mese di giugno.

Quindi pur in presenza dalla vostra posizione, ovvero di quella assunta dallo stesso segretario Pierluigi Bersani lo scorso 19-11-2010 all'Asinara, durante un incontro con gli operai, dal
responsabile economico del partito Stefano Fassina, intervenuto l'11-marzo scorso in occasione della già richiamata riunione della direzione, e da Silvio Lai che ancora più esplicitamente aveva
affermato “ di questo programma l'unica cosa certa è la chiusura del Craching a cui diciamo con molta forza no”, la Sardegna nel suo complesso ha subito uno smacco storico di enorme gravità.

L'inconsistenza politica del partito a cui finora non ho fatto mancare il mio voto, è inoltre palesata dal comportamento incoerente di alcuni amministratori locali che disattendendo i
deliberati della loro stessa dirigenza politica, gli ordini del giorno votati dai loro rispettivi consigli comunali e provinciali, ignorando impegni e accordi siglati con tutte le forze del territorio, come
quello dello scorso 21 aprile, prendono in giro centinaia di lavoratori, che ora mai stanno per trasformarsi in esuberi, solo per regalare all'ENI l'opportunità di realizzare i suoi nefasti obiettivi.

Ciò detto mi chiedo se non sia il caso che le vostre persone intervengano immediatamente, possibilmente con la chiarezza necessaria, affinché gli amministratori aderenti al vostro partito, rispettino i loro stessi deliberati, ritirando la firma dal protocollo del 26 maggio, in modo tale che sia a livello Parlamentare e di consiglio regionale, si possano assumere tutti i provvedimenti necessari per indurre ENI a mantenere in produzione la fabbrica, così da salvaguardare gli attuali livelli occupazionali in attesa di realizzare effettive e non fumose alternative come quelle contenute nelle promesse della multinazionale controllata dal Tesoro.

Nella speranza di ricevere un sollecito riscontro, colgo l'occasione per inviarvi, anche a nome e per conto dei lavoratori che rappresento, cordiali saluti.
Il Segretario Generale
Antonio Rudas
© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione