Pili su Eni:"Dopo 10 anni è tutto fermo; licenziati oltre 100 lavoratori dalle imprese appaltatrici"

“La crisi finanziaria del gruppo Astaldi è l’ennesima ghiotta scusa dell’Eni per bloccare ancora una volta le bonifiche dei siti inquinati di Porto Torres. Eni e compagni non si sono fatti pregare due volte per bloccare la bonifica dei siti più inquinati dalla Sardegna. Non hanno atteso nemmeno la definizione del concordato preventivo del gruppo Astaldi che in quattro e quattr’otto hanno rescisso il contratto appena siglato ben consapevoli che tale atto porterà ad impugnative infinite sino al blocco totale di quelli interventi di bonifica.
In queste ore sono giunte le lettere di licenziamento per gli oltre 100 lavoratori delle imprese di subappalto che nel mese di agosto scorso avevano sottoscritto con la società “Progetto Nuraghe S.c.r.l.” il contratto di
subappalto. Con un fare militare Syndial ha disposto che entro il 30 novembre prossimo venga disposto “il ripiegamento del cantiere e la contabilizzazione dell’attività eseguite”. I rappresentanti delle società di subappalto verranno poi inviati invitati ad una riunione negli uffici di cantiere per la redazione della contabilità finale e per la programmazione delle eventuali ulteriori attività che si rendessero necessarie a fini dello smobilizzo del cantiere entro il termine assegnato dalla committente principale. Tutto questo perché la Syndial ha esercitato il recesso unilaterale dal contratto principale con effetto dal 31 ottobre scorso.Non aver esperito un seppur minimo tentativo, anche attraverso Progetto Nuraghe S.c.r.l. per l’avvio del cantiere rende esplicito, e lo conferma, l’atteggiamento messo in campo in questi ultimi 10 anni dall’Eni proteso a tergiversare, rallentare ed impedire qualsiasi azione di bonifica su quell’area.La situazione di Astaldi sta bloccando in tutta la Sardegna importanti interventi, a partire dalla diga di Monte Nieddu a Sarroch. Ma non si capisce perché da una parte l’Eni rescinda il contratto e dall’altra, cantiere della diga, la Regione non faccia niente per favorire la ripresa dei lavori.La stessa Regione avrebbe dovuto attivare un tavolo specifico per affrontare la situazione ed evitare il blocco dei cantieri in attesa della stessa definizione della questione prefallimentare.E’ fin troppo evidente che la rescissione dei contratti rischia di aprire un contenzioso infinito con coloro che subentreranno eventualmente nella gestione della Astaldi.E in questa vertenza resta equivoco lo stesso ruolo di questa società Progetto Nuraghe S.c.r.l. che poteva svolgere gli interventi con un possibile pagamento diretto alle imprese sub appaltatrice.Non credo minimamente al perfezionismo burocratico amministrativo dell’Eni che in passato si è contraddistinto in cavillerie imponenti e infinite funzionali solo non a non risolvere ma semmai a bloccare le bonifiche.Le lettere di licenziamento che le imprese subappalto hanno inviato ai propri lavoratori sono la conferma di un menefreghismo sia dell’Eni quanto della Regione su una partita delicata come quello delle bonifiche delle aree da bonificare di Porto Torres
”.

L’ha detto il leader di Unidos Mauro Pili dopo aver incontrato i lavoratori delle imprese di subappalto appena licenziati a seguito della rescissione del contratto con la Astaldi.


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