"Sassari e la Grande guerra", convegno al Circolo Sassarese

di Daniela Piras
Si è tenuto stamattina(sabato), nei locali del Circolo Sassarese, un convegno su “Sassari e la Grande guerra”.
Dopo i saluti del presidente del Circolo Sassarese, Paolo Spano, l'incontro si è aperto con un intervento del sindaco Nicola Sanna, il quale ha sottolineato che, nonostante varie discussioni culturali e politiche esistenti attorno a quel particolare momento storico, non si può negare che la Prima guerra mondiale sia stata il prologo di una coscienza sarda e nazionale allo stesso tempo, dove i sardi chiamati a combattere al fronte hanno potuto esprimere per la prima volta questa identità. «Abbiamo bisogno di riflettere sul significato dei conflitti – ha affermato il primo cittadino – sorti sia per motivi economici che a causa dello scontro tra religioni, riflettere ci permette di capire l’importanza della costruzione e del mantenimento della pace. Questo centenario ci sta insegnando ad apprezzare la pace che si è riusciti a mantenere per settant’anni in Europa; ci auguriamo che duri altri settant’anni, e fino all’eternità.»

All’intervento del Comandante della Brigata Sassari, il Generale Andrea Di Stasio, e del Sergente Solinas, i quali hanno ricordato quali fossero i valori della storica Brigata, ovvero l’orgoglio e il rispetto della parola d’onore, è seguita un’interessante e dettagliata ricostruzione di ciò che è stata la guerra combattuta dai sassarini tenuta dal Tenente Colonnello della Brigata Sassari, nonché Direttore del Museo storico della Brigata Sassari, Pasquale Orecchioni. «Non si può negare che la guerra attrae, anche se è sintetizzabile con le parole “distruzione” e “morte” – ha esordito il colonnello  – bisogna riconoscere che la Grande guerra è stata una linea spartiacque che ha comportato grossi cambiamenti per la Sardegna colpendo l’immaginario collettivo di tutti i sardi».

Dall’origine della Brigata Sassari, avvenuta nel marzo del 1915 a Tempio e Sinnai, su due reggimenti composti quasi totalmente da sardi, passando per la narrazione degli episodi bellici più importanti e ricordando coloro che ne sono stati i protagonisti, come Raimondo Scintu di Guasila, fino ad arrivare al numero altissimo dei caduti, circa 13.600 militari sardi, e alle onorificenze ricevute, il racconto del Colonnello Orecchioni ha tenuto alta l’attenzione di tutti i numerosi presenti nel Salone degli Specchi.

L’incontro è proseguito con l’analisi del professor Antonello Mattone, il quale ha analizzato quali sono state le conseguenze della guerra, indicando testi e pellicole dove poter trovare testimonianze importanti per capire meglio il conflitto. Dal celebre “Un anno sull’Altipiano” di Emilio Lussu al film “Niente di nuovo sul fronte occidentale” diretto da Delbert Mann. «Altri film che offrono prospettive valide di quella che è stata una “vittoria mutilata” – ha continuato il professor Mattone –  sono “La grande illusione”, film di Jean Renoir e “Orizzonti di gloria” di Stanley Kubrick.»

Paolo Cau, direttore dell’Archivio Storico comunale ha mostrato, attraverso delle slide, le storie umane  e personali che ci celano dietro il dramma della guerra e le sue conseguenze, raccontando l’origine della Fondazione Brigata Sassari, nata per offrire assistenza e alloggio a tutti i ragazzini rimasti orfani.
Il convegno è stato arricchito dall’esibizione di due giovani musiciste, Jasmine Ghera e Claudia Coccoda, le quali hanno eseguito, con tromba e pianoforte, i brani “Quel mazzolin di fiori”, “La leggenda del Piave”, “Dimonios”,  “Il silenzio” e “No potho reposare”.
Si è potuto inoltre assistere, nelle sale del Palazzo Quesada di San Sebastiano, all’esposizione delle opere di Stanis Dessy “La Brigata Sassari a Casera Zebio”.
Il convegno è stato un interessante appuntamento che ha avuto il merito di stimolare la riflessione sia sulla guerra, sia sul ruolo avuto dalla Brigata Sassari.




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