Tagli alla scuola, gli studenti manifestano a Sassari

di SSN
Riceviamo e pubblichiamo una nota dell'Udu Unione degli Universitari sullo sciopero di venerdì scorso

Venerdì scorso si è svolta anche a Sassari la mobilitazione studentesca dal titolo “Giù la maschera: questo non è il cambiamento”, indetta dall’Unione degli Universitari su tutto il territorio nazionale e rigurdante I tagli su scuola pubblica e università, che ammontano quest’anno a 29 milioni (14 per la scuola e 15 per l’università). Il corteo, formato da studenti delle scuole superiori del nord Sardegna e dell’Università di Sassari, ha percorso viale Mancini costeggiando il Liceo Azuni e il Liceo Margherita di Castelvì per fermarsi poi in Piazza d’Italia. Una volta arrivati, le e gli studenti sono stati invitati dagli organizzatori a testimoniare I disagi concreti prodotti dal sottofinanziamento dell’istruzione: spazi e strutture insufficienti e fatiscenti, carenza di docenti e servizi essenziali, un diritto allo studio garantito solo in parte.

“Nonostante il tanto declamato cambiamento, all’attesa prova della legge di bilancio questo governo si è dimostrato perfettamente in linea con I precedenti: 29 milioni di tagli all’istruzione pubblica significa continuare a relegare scuola e università agli ultimi posti nell’ordine delle priorità d’investimento nel nostro Paese” commenta Giovanni Sotgiu, Coordinatore dell’Udu Sassari, continuando: “Eppure l’Italia era già tra gli ultimi posti in Europa per investimenti nell’istruzione, e infatti le statistiche ci dicono che solo il 18% degli studenti che ottengono la licenza media si laureano. Naturalmente, inoltre, gli atenei che più accuseranno il colpo saranno quelli del sud e quelli medi o piccoli, che già risentono delle ingenti disuguaglianze causate da meccanismi di finanziamento che determinano l’esistenza di atenei di serie A e atenei di serie B”.
La manifestazione si è chiusa in tarda mattinata con l’auspicio da parte degli studenti presenti che si sensibilizzi sempre di più rispetto all’importanza e alla necessità di investire in un’istruzione realmente pubblica e aperta.
Conclude infatti Sotgiu: “Questa giornata è l’inizio di un percorso che vuole riportare le e gli studenti in piazza, e che vuole tenere viva l’attenzione su come le scelte dei governi in materia di istruzione abbiano importanti ripercussioni sulla quotidianità -oltre che sul futuro- di tutte e tutti noi studenti”.





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