Sassari, consiglio camerale aperto. Il nord Sardegna si confronta

Sanità, trasporti e infrastrutture, giovani e lavoro. Sono solo alcuni dei temi emersi, sono solo alcune delle problematiche che il territorio del nord Sardegna chiede siano affrontate attraverso le imprese e le loro associazioni, i sindacati e gli ordini professionali. Il consiglio camerale aperto della Camera di Commercio del nord Sardegna ha dato una sterzata in termini di contenuti e di approccio ai problemi per un territorio che ha la ferma volontà di agire insieme. Le circostanze richiedono che la comunità non si senta tale solo nei momenti reattivi di difesa. Questo è il minimo rispetto ad un elenco di vertenze che diventa difficile solo elencare. Bisogna anche ricostruire una comunità che per 365 giorni all’anno si riconosca e sia pronta a portare sulle spalle un pezzo del sacrificio che tutti i modelli di sviluppo, ma soprattutto quelli di sviluppo locale, richiedono.
A far scoccare la scintilla la situazione della sanità ad est e ovest e il paventato taglio di due corsie della Sassari Alghero. Un altro momento buio di questo territorio dove oltre al presente, si rischia di perdere anche il futuro con i progetti legati alla qualità della vita, presidio per evitare ulteriore impoverimento e spopolamento.

Un momento sotto il profilo socio-economico di assoluta importanza, non solo da registrare ma soprattutto da comprendere per trovare i giusti correttivi nel più breve tempo possibile.
"Il mondo delle imprese, delle professioni e i sindacati hanno deciso che oggi non doveva essere il momento per cercare responsabilità passate- commenta il presidente della Camera di Commercio Gavino Sini - ma quello per trovare le forze e affrontare le nostre responsabilità per il futuro. Ci siamo riuniti perché convinti che sia basilare ricostituire la comunità economica nei suoi legami di fiducia e azione, per guardare avanti pensando ad un Nord Sardegna che sappia ritrovare coesione sulle vertenze che trasversalmente ci coinvolgono e sulla programmazione che parta dai nostri numerosi e importanti punti di forza. E' il momento di un cambio di mentalità del nostro agire che abbia come fine il benessere della nostra comunità che sta perdendo il senso di appartenenza. Abbiamo i cassetti pieni di programmi di cosa e come fare. Abbiamo però perso le finalità comuni e i “perché”, la voglia di guardare insieme ad un possibile futuro. La crisi, la globalizzazione e spesso i contrasti di sguardo corto avevano annacquato una coesione che dopo oggi, però, considero pienamente ritrovata. E questo può essere solo un bene che mettiamo a disposizione di chi voglia con lo stesso spirito contribuire a scrivere il futuro oltre le emergenze."

Una linea condivisa da tutti i presenti, numerosi e partecipi che hanno ripreso il filo logico di un nord Sardegna che punta a crescere ma non partendo dal passato e da dieci anni difficili ma dal presente e da quanto questo territorio sia in grado di esprimere in prospettiva. In termini di risorse reali e potenziali, di progetti di rilancio e di visioni di sistema. Reali e concrete.

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