Corsa verso le elezioni regionali: botta e risposta tra Pd e Psd'az

Corsa verso le elezioni regionali: Botta e risposta Cani-Solinas. Perte per primo il segretario sardo del Pd che dice:"Vergognoso Salvini che decide per la Sardegna". La replica del Psd’Az non si fa attendere.

Non un traguardo ma un punto di partenza per scrivere un’idea si Sardegna. La Sardegna che vogliamo. Orizzonti Sardegna, la conferenza programmatica del Partito democratico riparte da Tramatza per scrivere  il Progetto della Sardegna che vogliamo. Quattro le linee che hanno contraddistinto questo questo appuntamento. Lavorare, curare, sapere e vivere. “Questa è una tappa del percorso che sino a oggi abbiamo fatto e che continueremo - ha detto Il segretario del Pd Emanuele Cani-. Questa giornata è un  ulteriore momento di condivisione e partecipazione per l’Idea di Sardegna che vogliamo». Ul segretario del Pd, ricordando che «oggi c’è tutto il Partito Democratico presente e questo è un giorno importante». Poi la Conferenza Programmatica «un tavolo politico aperto». Nelle parole del segretario regionale anche un riferimento alla politica nazionale. «Non esiste che un ministro come Salvini venga in Sardegna e dica chi deve essere candidato. È una vergogna per la Sardegna». Poi il prossimo appuntamento elettorale che riguarda, invece, il Centrosinistra: «Massimo Zedda si è messo a disposizione, abbiamo il Partito Democratico, abbiamo il
Tavolo politico e siamo al lavoro, seguendo un percorso che parte quasi in silenzio e dal basso ma che condivide e coinvolge, e ora dobbiamo lavorare per vincere le elezioni».

Puntuali arrivano le dichiarazioni del presidente del Psd’Az, Antonio Moro
 sulle affermazioni del segretario regionale del Pd
 
«Il segretario regionale del Pd finge di non sapere che, il segretario nazionale del Partito Sardo d’Azione, Christian Solinas, è stato indicato, quale candidato alla carica di presidente della Regione, in Sardegna. A Barumini, precisamente, da tutte le forze politiche che costituiscono la coalizione di centrodestra, civica e sardista.
Al reggente democratico è altrettanto noto che, il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso della sua recente visita a Cagliari, ha partecipato (fatto questo per nulla usuale per i dirigenti romani ai cui comandi Cani risponde) alla riunione della coalizione, per comunicare la sua decisione di non proporre alcun nome, per la candidatura alla presidenza della regione sarda, ma di sostenere ed indicare il candidato individuato dalle forze politiche sarde e gradito ai sardi.
Non resta dunque che ricordare a Cani che di vergognoso, in Sardegna, oltre ai  risultati del governo regionale che il suo partito ancora sostiene, c’è solo il modo in cui il Pd individua il candidato alla presidenza della Regione.
Infatti, pur avendo scritto nello statuto del partito che servono le primarie, Cani e suoi sodali si affrettano a rinnegarle, più di quanto abbiano fatto nel 2013, quando, dopo averle svolte, si sono adoperati con ogni mezzo per vanificarne il risultato e per mortificare la vincitrice di allora».



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