Gianfranco Ganau in consiglio delle autonomie locali: "Più forza alle politiche del lavoro"

Riportiamo   l'intervento del Presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau  in apertura dei lavori dell’incontro annuale con il Consiglio delle Autonomie locali, in corso in Aula consiliare


"Il mio saluto e quello dell'intero Consiglio regionale a Lei Presidente Soddu e a tutti i sindaci del Consiglio delle Autonomie Locali.Anche quest'anno celebriamo la riunione congiunta delle due Assemblee alla vigilia dell'entrata in aula della legge finanziaria, l'ultima finanziaria di questa legislatura.
Siamo arrivati alla fine di questi cinque anni e credo sia opportuno, quanto doveroso, tracciare un bilancio anche del percorso che abbiamo condiviso.

È evidente a tutti, purtroppo, che è mancata a questo Consiglio la volontà di delegare maggiori poteri al CAL anche inserendo in legge quelle garanzie che renderebbero rispettose la piena presa in carico del parere espresso dal Consiglio delle Autonomie, attraverso procedure rafforzate di approvazione o anche una nuova audizione in caso di parere contrario al provvedimento legislativo in esame per cui è richiesto il parere obbligatorio. Questo sarebbe stato un riconoscimento dovuto dell'importanza del ruolo che la rappresentanza degli Enti locali, nell'espressione del secondo organo costituzionale della Regione, dovrebbe avere.
Per questo ritengo che ancora oggi sia l’unico obiettivo da raggiungere per migliorare il rapporto tra organo legislativo ed Enti locali e favorire così la piena e leale collaborazione.

In questi ultimi anni la progressiva diminuzione dei trasferimenti statali agli Enti locali ha causato un inevitabile impoverimento delle risorse disponibili per la programmazione locale ed una difficoltà oggettiva a garantire i servizi essenziali ai cittadini. Per superare questi limiti il Consiglio regionale e la Giunta, oltre al mantenimento del Fondo unico, vero strumento di responsabilità a disposizione delle amministrazioni locali, ha attivato politiche a supporto delle fasce più deboli, istituendo come prima regione italiana il REIS e attivando politiche per il lavoro con il progetto LavoRas, che oltre al finanziamento dei cantieri di lavoro, promuove l'assunzione a tempo indeterminato portando il bonus per i contributi previdenziali a 12.000 euro anno. A favore degli Enti locali vanno annoverate anche le politiche per l'ammodernamento e messa a norma degli istituti scolastici che ha consentito l'apertura di oltre 1200 cantieri che, come riconosciuto da un recente servizio del quotidiano La Repubblica, mettono al primo posto la nostra Regione per interventi a favore dell’edilizia scolastica, unitamente ai progetti portati avanti contro la dispersione di Tutti a iscol@.

 Tra le politiche innovative va certamente ricordata la programmazione territoriale integrata, grazie alla quale 270 comuni hanno potuto definire le priorità e la destinazione più opportuna di 350 milioni per lo sviluppo di progetti culturali, ambientali, produttivi, utili a favorire lo sviluppo e l'occupazione locale.Un richiamo specifico va fatto alle azioni messe in campo per la lotta contro la peste suina, vicina ormai all'eradicazione.Si tratta di interventi che potranno favorire il rilancio economico di un comparto potenzialmente di grande impatto, ancora oggi sacrificato.

In tema di sicurezza va ricordata la definizione della rete di video sorveglianza che oggi è destinata a coprire tutti i comuni della Sardegna, mentre sulla lotta all'isolamento e allo spopolamento, ritengo possa essere utile l'estensione della rete della banda ultra larga che a regime garantirà un indice di copertura del 82%, addirittura superiore alle indicazioni e agli obiettivi europei: un vero sistema di connessione con il resto del mondo  per cittadini e imprese, in grado di superare lo stato di isolamento della nostra isola e delle nostre comunità. Il Consiglio ha certamente mostrato attenzione alle situazioni debitorie dei comuni, stanziando con l'ultima variazione di bilancio risorse in grado di contrastare gli ingenti debiti che gravano su alcune amministrazioni locali, mettendo a rischio la regolare attività amministrativa.

Restano i grandi temi su cui è necessaria, ma per la verità non è mai mancata, la massima coesione per rivendicare il pieno riconoscimento della condizione di insularità a livello nazionale ed europeo. Solo attraverso il pieno riconoscimento della condizione di svantaggio, derivante dall'essere isola sarà infatti possibile superare le difficoltà e vedere riconosciuta una vera continuità territoriale, una dislocazione adeguata al territorio dei servizi, il diritto ad avere un costo dell'energia uguale a quello del restante territorio nazionale. Con l’auspicio che l’azione comune porti al pieno raggiungimento di questi essenziali, quanto strategici obiettivi, auguro buon lavoro a tutti noi con il ringraziamento per il fattivo contributo che avete dato in questi anni ai lavori del Parlamento sardo
".

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