Gli operai Vinyls al Quirinale
Ospiti del Presidente Napolitano

Il cassintegrato: «A tanto si deve arrivare per affermare il diritto costituzionale al lavoro»
di Valentina Guido
Napolitano riceve in dono il tricolore (foto: Ufficio stampa Presidenza della Repubblica)
Napolitano riceve in dono il tricolore (foto: Ufficio stampa Presidenza della Repubblica)

SASSARI. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato stamattina al Quirinale una delegazione dei cassintegrati Vinyls di Porto Torres. Erano presenti otto lavoratori, compreso un operaio dell’indotto, il senatore Beppe Pisanu e l’onorevole Guido Melis, oltre ai rappresentanti sindacali Ugl, Cgil e Uil, Simone Testoni, Massimiliano Muretti e Giovanni Tavera. L'incontro è iniziato intorno alle 10.20 ed è durato una quarantina di minuti. Il Presidente, nel fare gli onori di casa, si è complimentato con i lavoratori per «la lotta condotta con grande misura e dignità dagli operai della Vinyls sull'isola dell'Asinara, e ha espresso il suo più vivo apprezzamento per l'impegno dei lavoratori di Porto Torres e delle altre aziende del gruppo Vinyls nel perseguire non solo la difesa dei loro posti di lavoro ma la prospettiva di un ulteriore sviluppo del settore del ciclo del cloro e più in generale della chimica anche nella sua caratterizzazione "verde" in Italia». Il presidente ha ricevuto in dono una scultura in legno di Enrico Mereu e la bandiera tricolore che è stata appesa per tutto questo tempo sulla torre aragonese.

La testimonianza di un lavoratore. Tra gli ospiti del Capo dello Stato c’era anche il cassintegrato Piergianni Rais, soddisfatto dell’incontro, ma un po’ amareggiato perché «è arrivato in un momento in cui la lotta è praticamente alla fine». Ciò che dispiace di più però è «dover arrivare a tanto per poter affermare semplicemente il diritto costituzionale al lavoro». Una collega di Porto Marghera ha addirittura ricevuto l’abbraccio del Papa Benedetto XVI. «Personalmente è bello incontrare personalità così importanti, ma è successo in un momento di estrema difficoltà». Sulla chimica verde l’operaio è realista: «In questo momento non possiamo permetterci di rinunciare a nessun posto di lavoro. Se il destino era comunque la chiusura degli impianti, ben venga la chimica verde (anche se la chimica serve tutta), e speriamo che l’Eni mantenga la promessa di riassorbire tutti i lavoratori. Per una persona che non mangia da giorni, anche le briciole sono un pasto».

Anche il deputato Guido Melis è rimasto piacevolmente impressionato dall’incontro di stamattina:
«È un fatto molto importante che consente di intraprendere questa nuova avventura industriale col massimo delle garanzie per i lavoratori. È come se il presidente avesse acceso un riflettore su Porto Torres e sulla Sardegna. E questo è rassicurante per tutti».

Il sindacalista Ugl Simone Testoni è rimasto molto colpito dal Capo dello Stato: «È una persona squisita che ha saputo metterci a nostro agio, e ho l’impressione che le sue parole di conforto fossero davvero molto sentite. Napolitano ha invitato i lavoratori a non mollare la lotta».

La lotta infatti continuerà, ma è probabile che i presidi dell’Asinara e della torre aragonese vengano abbandonati. Le nuove forme di mobilitazione saranno illustrate domani alle 16 durante una conferenza stampa convocata nella torre aragonese a Porto Torres.

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