Le imprese artigiane della Sardegna a Milano per dire si allo sviluppo della Sardegna

Da tutto il Paese, in una manifestazione organizzata da
Confartigianato Nazionale, i piccoli imprenditori raggiungeranno il
capoluogo lombardo per mandare un messaggio chiaro e positivo al
Governo e alle Istituzioni: “Siamo ‘Quelli del sì’ che vogliono
mandare avanti l’Italia in Europa e nel mondo, siamo quelli che, dopo
gli immani sforzi per uscire dalla crisi, vogliono continuare a
produrre ‘valore artigiano’ e provare a compere sui mercati”.
L’Associazione Artigiana porterà, quindi, la voce delle oltre 35mila
aziende sarde del settore e dei circa 100mila dipendenti e
collaboratori, con un'incidenza sociale di 6,4 imprese artigiane ogni
100 famiglie.
Confartigianato Imprese Sardegna sostiene l’iniziativa che vuole far
sentire la voce degli Associati e dare il senso di quanto sia
importante non fermarsi, ma anzi progredire e proseguire nella
costruzione delle vie di connessione di cui hanno bisogno le realtà
produttive e quindi i lavoratori, le famiglie, il Paese.

“Non siamo contro nessuno, anzi siamo a favore di un futuro di
crescita che non ci riporti indietro negli anni bui della crisi –
commenta Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese
Sardegna – quindi è necessario che chi è stato votato dagli italiani,
ascolti la voce delle imprese e metta in essere politiche a sostegno
del mondo produttivo rappresentato per il 98% da artigiani, micro e
piccoli imprenditori”. “Cominciamo a percepire una “frenata”
soprattutto nei lavori pubblici – continua Matzutzi – che in Sardegna
abbiamo già visto, per esempio, con l’interruzione dei lavori della
Alghero-Sassari, con il caso, fortunatamente risolto, del “Fondo
periferie” oppure, ancora, dello stop alla modernizzazione della linea
ferroviaria Macomer-Nuoro”.

Negli spazi del Milano Convention Centre, gli imprenditori artigiani
sardi si uniranno con i loro colleghi di tutta Italia per dire tanti
SI che saranno l’incitamento a realizzare le condizioni per lo
sviluppo, a cominciare dagli investimenti nelle infrastrutture
materiali e immateriali indispensabili per far muovere il Paese. SI,
quindi, a efficaci collegamenti nazionali e internazionali, alle
grandi opere strategiche per far viaggiare le persone e le merci. SI a
reti e connessioni per il trasferimento dei dati e della conoscenza.
SI anche a una pubblica amministrazione che funzioni e sia attenta
alle esigenze dei cittadini. Sì a un mercato del lavoro che valorizzi
il merito e le competenze incrociando le necessità competitive delle
imprese. SI a una giustizia civile rapida ed efficiente. SI all’Europa
con l’euro moneta comune.

“Vogliamo continuare a sviluppare l’Italia e la Sardegna, creando
reddito, occupazione, benessere economico e sociale – conclude
Matzutzi – e per questo ci batteremo finché non vedremo i risultati
concreti. Abbiamo ancora fiducia nel Governo e nelle Istituzioni ma le
promesse non bastano più”.


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