Educazione civica nelle scuole. Nicola Sanna: il ruolo dei sindaci è strategico

Nicola Sanna (foto: Ufficio stampa Nicola Sanna)
Nicola Sanna (foto: Ufficio stampa Nicola Sanna)
«La proposta di reintrodurre l'educazione civica nelle scuole italiane come materia obbligatoria mi coglierebbe favorevole se fosse improntata davvero all'educazione alla cittadinanza ad ampio raggio, educazione al rispetto dei beni comuni e dell'altro, educazione al rispetto delle regole e della legalità».

Così Nicola Sanna commenta il disegno di legge presentato oggi alla Camera dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e dal ministro alla Famiglia Lorenzo Fontana.

«Ma se è vero ciò che il ministro Salvini, massimo esponente della Lega Nord, ha dichiarato - continua il sindaco di Sassari - e cioè che la scuola in passato era pensata solo come serbatoio elettorale e sindacale, allora voler “rimettere al centro" l’educazione civica cosa significa esattamente? Significa fare ciò che non è avvenuto in 72 anni di storia repubblicana: ovvero tenere sotto controllo la libertà d'insegnamento».

«Come ben sottolineato dal presidente dell'Anci Antonio Decaro, i sindaci si erano già impegnati nel giugno di quest'anno nella raccolta delle cinquantamila firme necessarie per depositare una legge di iniziativa popolare, illustrata anche al ministro Bussetti, per introdurre l’educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria nelle scuole. Una materia che sia in grado di “coprire uno spettro più ampio della vecchia educazione civica”. E concordo con Decaro quando dice che il contributo dei sindaci può essere strategico, per la conoscenza che hanno delle loro comunità. Il Governo si ponga in dialogo e accolga il contributo dei primi cittadini».



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