Concorso “Fiorenzo Serra”, vince il croato “Macko”

di SSN
“Macko”, nome di battesimo Andrej, artista la cui visione è stata modellata dall’esperienza della partecipazione alla guerra civile e dalla disillusione del dopoguerra, del croato Davor Borić si aggiudica il primo premio del secondo Concorso Internazionale “Fiorenzo Serra” per film e documentari etnografici. Sabato mattina, nell’Aula A del  Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione (DISSUF) dell’Università di Sassari, la giuria ha proclamato i vincitori della selezione, quest’anno riservata a produzioni filmiche e documentaristiche su artigianato tradizionale e artistico. Al secondo posto “Terra strangia” degli oristanesi Nicola Marongiu e Cinzia Carrus, sulla tradizione degli artigiani delle tegole di Silì, paese sulle rive del Tirso, mentre la terza posizione è stata attribuita a “Voices between the warp and the weft (Voces entre la trama y la urdimbre)” dei giovanissimi messicani Oscar Galeote e Josì Robles, documentario sul “rebozo”, indumento rettangolare indossato prevalentemente dalle donne a Michoacán, località del Messico centrale. La Menzione speciale “Antonio Simon Mossa” è stata infine assegnata a “Imilchil, my beautiful village”, di Omar Mouldoira (Marocco), «un racconto d’altri tempi, costruito attorno alla figura di una bambina, alla sua quotidianità scandita dalla ritualità di azioni tramandate dalla povera famiglia», recita la motivazione.

Il concorso è stato bandito dal Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria - Cineteca Sarda, con la collaborazione del Dissuf dell’Università di Sassari. Alla segreteria organizzativa sono pervenuti 60 lavori, di cui 23 italiani e ben 37 stranieri. In tutto 20 paesi rappresentati. I documentari selezionati per la fase finale sono stati 16: 8 ambientati in Italia, gli altri in Norvegia, Croazia, Algeria, Romania, Cina, Macedonia, Spagna e Messico, con autori originari di Italia (10), Messico (2), Croazia, Algeria, Romania, Macedonia.

Fiorenzo Serra, scomparso nel 2005, maestro del cinema della realtà, pioniere dell’Antropologia visuale nell’Isola, è autore dell’acclamato “L’ultimo pugno di terra”, documentario etnografico del 1965, ma girato a partire dal 1959, sulla “questione sarda” di quegli anni. «Siamo particolarmente orgogliosi del Concorso “Fiorenzo Serra”, che ha tutti i presupposti per crescere e maturare nei prossimi anni», ha detto Antonello Zanda, direttore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari. La prima edizione, nel 2015, era dedicata al tema della Settimana Santa. D’ora in poi il Concorso si terrà ogni anno. «Con questa seconda edizione segniamo un salto di qualità», ha ripreso Zanda, tanto che è stato aggiunto un quarto premio, intitolato ad Antonio Simon Mossa, di cui il Laboratorio Fiorenzo Serra ha copia degli archivi cinematografico e di Radio Sardegna, oggetto di seminari, rassegne e mostre a partire già dal 2016.

È stato il direttore del DISSUF, il professor Marco Milanese, ad introdurre la premiazione, coordinata dal professor Attilio Mastino. «Ho conosciuto Fiorenzo Serra come ispettore scolastico, a Isili nel 1982, quando ho presieduto per la prima volta gli esami di maturità al Liceo Scientifico. Poi a Sassari l’avrei rivisto mille altre volte», ha esordito Mastino. Nitido anche il ricordo di Antonio Arcadu, memoria vivente delle tradizioni popolari, già direttore dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Sassari. «Ho chiaro e caro il ricordo dei suoi numerosi documentari, che in realtà erano opere di antropologia visuale e che io ho direttamente vissuto. Lui era sardo dentro. Serra parlava otto lingue e viveva in una sua bellissima realtà che conoscevo e frequentavo». Un aspetto messo in evidenza anche dal vicesindaco di Sassari Fabio Pinna. «Per la città Fiorenzo Serra è importantissimo: ha garantito la trasmissione della memoria della nostra terra, un patrimonio determinante per le nuove generazioni».

Sassari città della cultura e del cinema, che a breve avrà un luogo d’incontro per i progetti di antropologia visuale e legati all’identità sarda. Saranno gli spazi dell’Ex-ma, concessi dall’Amministrazione comunale all’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” in comodato d'uso gratuito. «Ci sarà una sala cinematografica di 400 posti che potrà diventare il luogo ideale per iniziative come il Concorso “Fiorenzo Serra”. L’Accademia sta puntando sul cinema documentario: abbiamo attivato un biennio di secondo livello, che si inserisce nel doppio binario del cinema di fiction», ha spiegato Antonio Bisaccia, direttore dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”.

Le giurie. Due le giurie che hanno esaminato i lavori. Quella che ha assegnato i primi tre premi del Concorso era composta da Marco Milanese, direttore del DISSUF, Maria Alessia Glielmi, antropologa dell’Università di Torino, Giacomo Serreli, giornalista e scrittore, Simone Ligas, antropologo della Società Umanitaria-Laboratorio Fiorenzo Serra, e Pietro Mereu, regista di Lanusei ormai stabilmente impegnato a Milano. Oltre alla targa, sono stati attribuiti dei premi in euro: 3mila al primo, 2mila al piazzamento d’onore e mille al terzo. La seconda giuria, che ha assegnato la Menzione Speciale intitolata ad Antonio Simon Mossa, comprendeva Fiamma Lussana, Pietro Simon, Rosanna Castangia e Antonio Deiara.

Le masterclass. La giornata finale del Concorso è stata preceduta da tre masterclass, momenti formativi a iscrizione libera: mercoledì “Le bugie della Guerra, istruzioni per l’uso”, con Alberto Calvi, giornalista Rai; giovedì “Filmare musiche etniche: Sardegna, Alpi e Caucaso”, con Renato Morelli, etnomusicologo e regista; venerdì “Le declinazioni del documentario contemporaneo”, con Pietro Mereu, regista.
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