Disagi per i lavoratori Atp, il sindacato Fit Cisl: " Chiediamo l'intervento del sindaco"

Riportiamo la nota stampa a firma del Segretario Territoriale
Alessandro Russu del sindacato Fit Cisl in difesa dei lavoratori Atp:

"I conducenti dei bus ATP, “tram” per i sassaresi, sono esausti! Chiediamo al Sindaco di Sassari, a chi amministra e controlla l’ATP attenzione verso i disagi lavorativi dei conducenti, chiediamo un’organizzazionedel lavoro meno estenuante, chiediamo si proceda ad un piano di assunzioni per il 2019.E’ dal mese di maggio del 2017 che rappresentiamo ad ATP le difficoltà che i lavoratori affrontanoquotidianamente durante il loro turno di lavoro, esattamente quando ATP ha modificato buona parte delle linee
urbane, i passeggeri, adesso come allora, si lamentano con i conducenti i quali vivono le stesse problematiche organizzative, ma sotto il profilo dei turni.Per fare un esempio concreto, si pensi che in un turno di lavoro ci si trova a guidare su “linee” differenti, conpercorsi, variabili di traffico e flussi di passeggeri che aumentano e diminuiscono di continuo, situazioni che
elevano i ritmi e i carichi di lavoro all’estremo dello stress psicofisico.
A questo aggiungiamo il fatto che l’età dei conducenti avanza sempre più, che il fisico dunque non “tollera” lo stress come accadeva in giovane età, considerate che non si procede allo svecchiamento del personale dal
lontano 2004: ormai circa 15 anni fa! Di questo passo, a nostro parere, la situazione è destinata solo a peggiorare! Si pensi che un’altra delle ragioni di disagio è dovuta alla mancanza di servizi igienici in prossimità dei
capolinea, dunque bisogna accedere nei bar, quando disponibili e con detrazioni dalla paga giornaliera! Questo non dev’essere visto come un fatto di poco conto! Le nostre donne conducenti, vivono ancora più pesantemente la situazione esistente. Rispetto ai colleghimaschi, oltre all’onere di seguire e mandare avanti una famiglia, hanno esigenze personali che riguardano la loro condizione femminile. Aspetti sui quali una donna vive negativamente la mancanza di soluzioni adatte ai propri bisogni: una di loro ci racconta che durante alcuni “giorni del mese” prova serie difficoltà durante il turno di lavoro: “mi è capitato di dover chiedere un aiuto ai colleghi, durante il turno, non sapevo come fare, dove fermare il bus, cosa spiegare ai passeggeri! Non è stato semplice trovare una soluzione adatta, ma è stato umiliante, questo sicuramente!”
Il 17 dicembre abbiamo incontrato l’azienda, dopo aver proclamato lo stato d’agitazione, le risposte fornite hanno solamente proiettato nel futuro l’esame delle problematiche, ma anticipandoci fin d’ora che tali soluzioni
“…dovranno essere compatibili con…costi da sostenere…e un impegno economico coerente”. Ora, chiediamo a chi legge, al Signor Sindaco di Sassari: 1)Se sia “coerente” con una certa visione politica, anteporre bisogni ed esigenze dei lavoratori alle virtù contabili che regolano i bilanci societari; 2 )E’ questa l’azienda che si “candida” alla gestione del trasporto pubblico nell’area metropolitana di Sassari? 3)Se sia normale che esigenze fisiche siano sottoposte alla “captatio benevolentiae” del “capo”; Se sia giusto dover guidare per ore senza poter usufruire di un servizio igienico, quindi dover trattenere sino allo stremo, oppure ad urinare per evidente necessità in mezzo ad una via, sotto palazzi, davanti alle auto e ai passanti! 4)Cosa fareste se trovaste chiuso il vostro bagno in ufficio per tutto il giorno? Chiediamo attenzione e soluzioni, non posizioni pretestuose anche perché, ricordiamo che nel corso degli ultimi 11 anni l’Azienda ha chiesto parecchi sacrifici ai dipendenti, i quali hanno accettato e affrontato i problemi con impegno e fatica. Dunque diciamo BASTA e invitiamo il Sig. Sindaco affinché intervenga su questa situazione per mediare e trovare appropriate soluzioni al malessere dei lavoratori ATP. In assenza di tali interventi, i lavoratori ATP proclameranno nuovamente lo stato di agitazione e scenderanno in piazza per tutelare i propri diritti e la propria
dignità. "


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