Le dichiarazioni di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sulla difficile situazione del Policlinico Sassarese

"Al di là di quelli che sono gli adempimenti già attivati con il ricorso agli strumenti a sostegno del reddito, ci preoccupa fortemente la tempistica attraverso la quale la struttura ospedaliera potrà riacquistare la piena operatività a salvaguardia non solo dei posti di lavoro, ma soprattutto a garanzia di un servizio prezioso rivolto all’utenza di tutto il territorio. L’Assessore regionale alla sanità che il Presidente della Regione, in occasione di alcune iniziative sindacali e su nostra precisa richiesta, si sono impegnati ad accompagnare e risolvere le gravi criticità del Policlinico entro la fine della legislatura, tuttavia però non possiamo non rilevare come i tempi della burocrazia e della politica appaiono quantomeno disarmanti poiché, a parte le notizie che circolano in piena contraddizione rispetto alla realtà dei fatti, il Policlinico è una struttura “chiusa”, con 200 lavoratori “messi in ferie” senza alcuna prospettiva e soprattutto senza conoscere quali scenari gli aspettano. Allo stato attuale pertanto l’unica certezza è l’accordo sottoscritto tra queste Organizzazioni Sindacali, la Direzione del Policlinico e Confindustria, ricorrendo all’utilizzo del “fondo di integrazione salariale” per l’erogazione degli assegni ordinari a sostegno del reddito, che va detto e sottolineato non potranno garantire tutti, ma bensì i soli lavoratori con un rapporto di lavoro subordinato, lasciando fuori tutta la platea di professionisti con tipologie di rapporto in convenzione, tradotto su circa 200, solo 140 potranno beneficiare dell’assegno. Con questo siamo a significare che se gli accreditamenti e i relativi contratti tra committenza e casa di cura tardano ad arrivare, questi lavoratori resteranno “a casa” senza reddito. Per tali ragioni il richiamo all’urgenza che quanto sopra possa concretizzarsi con l’uscita dalla fase commissariale e con il via libera alla cessione dell’azienda al nuovo partner, deve rientrare tra gli obiettivi principali per cui tutti i soggetti politico/istituzionali, a cui è demandata la soluzione all’annosa condizione di incertezza del lavoro e dell’occupazione, devono fare di più e più in fretta, in altre parole prima delle prossime elezioni. Solo così si potrà opportunamente dare seguito al piano di salvataggio, con gli investimenti necessari per un ammodernamento della struttura, condizione essenziale per una piena operatività di tutte le linee produttive ed un contestuale utilizzo di tutte le risorse umane.
È pertanto improrogabile favorire ogni possibile azione affinché il Policlinico possa ripartire non solo con la specialistica ambulatoriale, ma anche con le unità operative e le attività di sala operatoria.
Venerdì 11 gennaio prossimo alle 11.30 è prevista una riunione sindacale con la Dirigenza della casa di cura per l’esame delle modalità di applicazione dell’accordo sugli “ammortizzatori sociali”, subito dopo sarà inoltre convocata l’assemblea delle lavoratrici e lavoratori, nell’ambito della quale
saranno decise ulteriori iniziative di protesta volte a richiamare e sollecitare la politica locale e regionale affinché gli impegni presi possano tradursi con l’uscita dalla crisi gestionale in tempi rapidi."








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