Rapporto Oasi 2018, l'Università Bocconi approfondisce il modello ATS

“Le fusioni possono contribuire al miglioramento nella qualità degli strumenti gestionali o nell’efficacia del loro impiego. Ciò appare probabile in contesti, come quello sardo, in cui alcune aziende evidenziavano carenze nell’utilizzo dei sistemi di contabilità analitica e nella mappatura del patrimonio aziendale”. Così il Centro Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale dell'Università Bocconi descrive il processo di sviluppo degli strumenti gestionali in capo all’ATS Sardegna.
All’interno del rapporto dedicato alle Aziende e al Sistema Sanitario Italiano (OASI 2018), gli autori aggiungono: “In questi casi la diffusione di strumenti e standard di utilizzo veicolati da un Controllo di Gestione aziendale, fortemente legittimato dalla Direzione Strategica, può portare a veloci miglioramenti nell’efficacia gestionale”.

«Ci fa molto piacere che un'istituzione così importante abbia voluto dedicare parte del proprio tempo a studiare e approfondire il modello ATS proponendone alcuni spunti all’interno del rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale - afferma il Direttore Amministrativo dell’Azienda per la Tutela della Salute, Stefano Lorusso».«Siamo inoltre lieti - aggiunge Paolo Tecleme, direttore del Dipartimento di Staff dell’ATS Sardegna - che l'Osservatorio dell'Università Bocconi riconosca l'importanza delle azioni poste in essere, con particolare riferimento ai sistemi di programmazione e controllo, sottolineando i miglioramenti connessi al nuovo assetto regionale e quelli che si potranno ancora ottenere nell'efficacia gestionale per il raggiungimento degli obiettivi aziendali specifici».

Dal rapporto emerge anche come l’istituzione di nuove realtà aziendali possa portare in tempi brevi “ad accordi sindacali che permettano l’unificazione del ciclo di responsabilizzazione dei professionisti, fino ad una liquidazione della retribuzione basata su criteri uniformi di valutazione della performance”. Un elemento, quest’ultimo, sul quale la Direzione Aziendale dell’ATS Sardegna ha posto il massimo impegno con lo scopo di eliminare le differenze di valutazione e di retribuzione del personale che caratterizzavano il vecchio assetto basato sulle ex otto ASL sarde. Grazie all’omogeneizzazione di tali processi si è ottenuta, inoltre, la standardizzazione degli orari lavorativi e delle fasce retributive.

Infine l’Osservatorio si sofferma sull’integrazione dei sistemi di programmazione e controllo all’interno della nuova ATS ed evidenzia “il buon livello di avanzamento in relazione alla complessità potenziale data dalla fusione delle precedenti aziende, alcune delle quali storicamente poco inclini all’utilizzo di sistemi di contabilità industriale”.

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