Chimica verde, nasce la nuova società
per il rilancio del Petrolchimico

Si chiama "Matri'ca", a giugno i vecchi impianti chiuderanno
di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
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PORTO TORRES. Si chiama "Matri'ca", madre, quasi a significare un nuovo inizio, un punto da cui ripartire. Questo è, infatti, il nome della joint venture nata dalla costituzione di Polimeri Europa (Eni) e Novamont che avrà l'obiettivo di lanciare il progetto sulla chimica verde nell'area industriale di Porto Torres. Sulla carta è un'opportunità per riconvertire tutta l'area del Petrolchimico che oggi occupa circa 2mila lavoratori, incluso l'indotto.

Si chiude così una pagina lunga cinquant'anni e se ne apre una nuova carica di incognite miste a speranze. I dubbi da parte dei comitati e delle associazioni sui possibili rischi ambientali aleggiano nell'aria e invitano alla prudenza, così come le paure dei lavoratori dell'indotto che chiedono di poter "entrare nella partita". Il progetto prevede, infatti, la chiusura dei vecchi impianti del Petrolchimico e la produzione di plastiche biodegradabili per le buste della spesa, lubrificanti bio, additivi per gomme e una centrale elettrica a biomasse da 40 megawatt alimentata da cardi. Ben sette saranno gli impianti che dovrebbero entrare a regime a Porto Torres con un investimento complessivo che si aggira intorno a 1,2 miliardi di euro. Nello specifico: 500 saranno utilizzati per la costituzione degli impianti e di un centro di ricerca e saranno ripartiti fra le due società, mentre il resto degli investimenti serviranno per la creazione di un impianto a biomasse realizzerato da Enipower (circa 230 milioni di euro) e per la realizzazione delle bonifiche.

Per quanto riguarda la tempistica il piano prevede tre fasi in sei anni, l'avvio dei lavori tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 e la chiusura entro giugno degli impianti di etilene, aromatici e politilene. La speranza di tutte le parti politiche coinvolte è che vengano garantiti gli attuali livelli occupazionali e si crei una valida opportonità in un territorio che ha visto l'industria chimica come unica forma di occupazione. Da San Donato Milanese assicurano: «A regime, ovvero fra il 2015 e il 2016, l'occupazione complessiva dell'intero sito di Porto Torres sara' di 685 persone contro le 582 attuali, grazie anche al contributo del centro di ricerca sulla Chimica Verde, che sara' attivo gia' dal prossimo trimestre».

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