Il rilancio del territorio parte dal Golfo dell'Asinara

Vista del porto di Castelsardo (foto: SassariNotizie.com)
Vista del porto di Castelsardo (foto: SassariNotizie.com)
E' il momento del "fare" e gli operatori aderenti al Consorzio Golfo dell'Asinara lo hanno capito benissimo.
Il presidente del Consorzio , Gianni Russo, d’intesa con gli altri operatori turistici che fanno parte dell’organismo, punta a sviluppare una piattaforma progettuale per la valorizzazione dell’omonimo ambito territoriale, che deve ancora espandere appieno le proprie potenzialità. Al momento si tratta di un’area, non solo costiera, che nell’immaginario dei turisti non ha ancora un “marchio”, un’immagine e un’identità ben definiti. Rischia perciò di apparire come una seconda scelta, una meta residuale rispetto ai poli di attrazione dell’Isola più affermati e di maggior richiamo.
Eppure, si tratta di una realtà considerevole anche dal punto di vista imprenditoriale: le località che si affacciano sul Golfo dell’Asinara ( Stintino, Porto Torres, Sassari, Sorso, Castelsardo, Valledoria, Badesi, Trinità e Vignola mare) annoverano infatti circa 1.500 attività legate al turismo (116 tra alberghi e alloggi per vacanze, 703 attività della ristorazione e 651 bar). Ma il totale sale a 2.040 unità se si considera anche Alghero, con 546 aziende, che ha forti connessioni e interscambi con le località in questione.
I dati sono stati estratti dal Rapporto delle Imprese 2019 della Camera di Commercio di Sassari.
 Per concordare un progetto di sviluppo, gli interlocutori, a cui il Consorzio intende rivolgersi, sono ovviamente il nuovo esecutivo regionale e le amministrazioni locali, oltre agli stessi imprenditori interessati. Il tutto in un’ottica di gioco di squadra per il raggiungimento di obiettivi condivisi, non ultimo, un considerevole incremento dell'occupazione. Il presupposto per dare corpo all’iniziativa, secondo Russo, resta la soluzione del problema dei trasporti con riferimento ai costi, alle destinazioni e alle frequenze, trattandosi di un handicap che alla prova dei fatti penalizza soprattutto il nord ovest dell’Isola. Appare inoltre vitale il miglioramento dei collegamenti ai fini della mobilità interna, che potrebbe attuarsi anche con la  rigenerazione e l’utilizzo delle infrastrutture esistenti nell’ambito della cosiddetta rete metropolitana.
Occorre tuttavia, in materia, una governance unitaria che pianifichi il sistema dei collegamenti pubblici e privati per evitare scelte inidonee calate dall’alto. Tra i punti nodali individuati dal Consorzio, subito dopo i trasporti, si colloca l’effettivo decollo del Parco dell’Asinara, la cui fruizione turistica è sì in continua crescita, ma resta ancora indietro riguardo alle aspettative, con un
numero di visitatori decisamente esiguo e limitato nel tempo in confronto ad altre realtà analoghe.
Va da sé che le ricadute sulle attività ricettive del territorio sono migliorabili. Per di più la fruibilità del parco risulterebbe penalizzata dalle note carenze infrastrutturali riguardanti i servizi e le dotazioni di base. Gli operatori che fanno capo al Consorzio Golfo dell'Asinara, sono dell’avviso che il Parco debba costituire una risorsa più trainante, qualificante e realmente produttiva, rendendo compatibili e sinergici gli obiettivi della valorizzazione ambientale e dello sviluppo economico, ma, se l’Asinara deve costituire il fiore all’occhiello del sistema turistico locale, è l’intero territorio che si affaccia sul golfo che deve organizzarsi per far valere le proprie peculiarità.
 Gianni Russo sottolinea al riguardo che, nel quadro regionale, ben pochi ambiti possono vantare attrattori ambientali, culturali, monumentali ed enogastronomici come il Nord Ovest della Sardegna.
E soprattutto, in virtù di tali attrattori, della varietà delle offerte proponibili, nonché di una ricettività qualificata e diffusa, esistono le condizioni per sviluppare attrazione turistica in bassa stagione e perfino nel corso di tutto l’anno. In proposito appare determinante la funzione dei centri urbani, in grado essi stessi di esercitare richiamo e arricchire l’offerta con ulteriori stimoli di interesse.
 Quello che manca tuttavia è la pianificazione di ampio respiro: Russo lamenta che le amministrazioni interessate non dialogano sufficientemente tra di loro e non hanno una visione d’insieme condivisa. L’unica scelta che le vede unanimi, a parte qualche eccezione, riguarda finora l’applicazione dell’imposta di soggiorno, su cui peraltro gli operatori turistici manifestano forti perplessità. I turisti, infatti, solo per arrivare da noi, già sopportano un onere in più rispetto ad altre destinazioni. L’imposta di soggiorno rischia perciò di costituire un deterrente, tanto più se non è giustificata  dall’erogazione di servizi adeguati. In ogni caso, secondo Russo, in una realtà che aspira a crescere, i turisti, lungi dall’essere tassati, dovrebbero essere incentivati.
 A parte tali considerazioni, gli operatori che fanno capo al consorzio Golfo dell’Asinara non intendono restare con le mani in mano e sono pronti a fare la loro parte. Hanno infatti già in animo la realizzazione di alcuni interessanti progetti legati soprattutto al turismo sportivo e culturale, tra cui l’attuazione di eventi con una vasta ricaduta mediatica per promuovere il marchio Golfo dell’Asinara nel mercato italiano ed europeo.

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