In Sardegna arriva SPlasH! La presentazione a Sassari

Dopo il caso del capodoglio trovato morto a Porto Cervo con 22 chili di plastiche nello stomaco, a Sassari si presenta l’iniziativa che studia la presenza di queste sostanze in mare, a partire dai porti della provincia di Sassari.
Nei giorni scorsi, chiunque si è reso conto dei dannienormi che la plastica sta facendo ai nostri mari leggendo la storia delcapodoglio spiaggiato al largo di Porto Cervo, trovato con una massa di 22chili di plastiche nello stomaco. Secondo la prestigiosa rivista scientifica PlosOne, nel Mediterraneo, sono presenti almeno 230 milioni di tonnellate diqueste sostanze.
È proprio per combattere questo terribile fenomeno globale che lavora
SPlasH!, acronimo di «Stop Plastic in H2O», progetto finanziato dal
Programma Interregg-Marittimo dell’Unione Europea, che si presenta per la
prima volta in Sardegna durante «Scienza in piazza - Le cause delle cose».
L’evento è in programma a Sassari, nel Polo bionaturalistico di Piandanna,
da giovedì 11 a sabato 13 aprile.
SPlasH! è un’iniziativa coordinata dall'Università degli studi di Genova con
due partner, lo European Research Institute (E.R.I) e l'Université de Toulon. Il suo obiettivo è studiare la presenza di micro e nanoplastiche nelle acque
portuali e, di conseguenza, nel mare circostante.
Un progetto nel quale la Sardegna è coinvolta direttamente. Nei prossimi
mesi, infatti, i ricercatori di SPlasH! effettueranno i campionamenti di
plastiche nel porto di Olbia. Questa sarà la terza rilevazione, dopo quelle
avvenute nei porti di Genova e di Tolone. Intanto, è già iniziata la fase di
studio.
SPlasH! vuole mettere in rilievo alcuni aspetti ancora inesplorati: comprendere la dinamica delle microplastiche; studiare l'afflusso e l'incidenza quantitativa delle varie sorgenti di microplastiche dalla terra ferma al mare e la distribuzione alle varie profondità in zone densamente antropizzate. I
ricercatori cercheranno di arrivare al risultato raccogliendo plastiche non
soltanto in superficie, ma campionando particelle dell’intera colonna d’acqua,
dei sedimenti di fondo e nel comparto biotico.
La mole di dati raccolta aiuterà a scattare la prima fotografia sulla quantità, le tipologie, l’origine e la capacità di movimento di micro e nanoplastiche in
questi ambienti. Per le istituzioni, sarà un’occasione per conoscere la portata del fenomeno e mettere a punto linee guida trasfrontaliere per gestirlo e provare a proteggere la flora e la fauna marina che rischiano di essere danneggiate.
L'altro obiettivo del progetto è insegnare agli adulti di oggi e, soprattutto, di
domani a rispettare l’ambiente. Durante «Scienza in piazza - Le cause delle
cose», venerdì 12 aprile, dalle 10,20 alle 12,30, i ricercatori di SPlasH!
saranno nell’Aula 3 del Polo bionaturalistico di Piandanna con laboratori per
bambini e famiglie, mentre dalle 15 alle 16, nella stessa location, si terrà una presentazione del progetto. In questi giorni prosegue anche l’attività di
sensibilizzazione all’interno delle scuole, a Sassari e ad Alghero: sono mille
gli studenti coinvolti nell’iniziativa solamente in Sardegna.
SPlasH! È un progetto finanziato dall’Unione Europea. I partner dell’iniziativa sono l’Università degli studi di Genova, come capofila, lo European Research
Institute di Torino e l’Université de Toulon.
Sito Internet: http://interreg-maritime.eu/it/web/splash/progetto
Facebook: SPlasH project
Instagram: SPlasH project

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