Sassari. A Emilia Vespignani la tessera ad honorem dell'Anpi

Sono passati più di settanta anni, ma i ricordi nella mente di Emilia Vespignani sono ancora vivi, come se fossero passati pochi giorni da quando, con una carriola piena di sabbia, trasportava armi per i partigiani nei territori occupati dai nazisti. Oggi, a Casa Serena, dove abita da qualche tempo, li ha condivisi con tutte le persone che hanno assistito alla cerimonia di consegna della tessera ad honorem dell'Anpi da parte del sindaco Nicola Sanna, dell'assessora alle Politiche sociali Pina Ballore e della presidente provinciale Anpi Caterina Mura.
Il riconoscimento è concesso per «particolari meriti a coloro che hanno contribuito all'affermazione di principi e valori che stanno alla base dell'associazione: l'antifascismo, l'antirazzismo, la democrazia, la libertà, in generale i valori costituzionali – si legge nella motivazione -. Emilia Vespignani in giovanissima età decide di condividere gli ideali che guidavano i partigiani nella lotta contro il nazifascismo, in una zona dell'Italia occupata dall'esercito tedesco».
Emilia Vespignani, nata nel 1930 in provincia di Ravenna, ha meno di 15 anni quando decide di aiutare i partigiani nella lotta all'occupazione nazi-fascista. Con una carriola piena di sabbia normalmente utilizzata per lavori di muratura, trasporta le bombe a mano per la guerriglia partigiana. Nonostante la capillare presenza tedesca e il rischio che corre ogni giorno, la giovane staffetta porta ai combattenti abiti, munizioni e alimenti.
Durante la cerimonia a Casa Serena, Adele Loriga ha interpretato le testimonianze che negli anni Emilia Vespignani ha tramandato alle persone con cui trascorre le sue giornate nella residenza ormai da molti anni. Grazie alla voce della poeta, sono stati ripercorsi quei momenti, raccontato cosa volesse dire vivere in un territorio occupato, dove non esisteva la libertà e dove era normale essere senza cibo e senza beni di prima necessità. È stato ricordato il giorno in cui è deflagrata la bomba vicino alla sua abitazione e quando i resti degli abitanti le arrivarono addosso. Ha parlato del giovane medico che tentava di salvare vite, dei cugini che hanno rischiato la vita per liberare la Patria. Attraverso la testimonianza raccolta e interpretata, ha voluto spiegare a tutte le persone presenti cosa significa vivere senza libertà, senza diritti, perseguitati. E soprattutto cosa ti spinge a scegliere di rischiare la vita per difendere se stessi, gli altri e l'Italia intera.
La mattinata è stata accompagnata dai canti partigiani del coro di Casa Serena diretto da Roberta Usai. Da sempre la residenza di via Pasubio è considerata da Sassari come luogo dove è conservata la memoria e la storia cittadina, e non solo. Oggi, come in altre occasioni, persone di ogni età hanno potuto assistere a un momento di condivisione e di consegna di un'eredità di ricordi patrimonio di tutti e tutte.
L'iniziativa, a cui ha collaborato la Coopas, rientra nel cartellone di eventi organizzato dal Comune di Sassari e dalla sezione Bastianina Martini Musu di Sassari dell'Anpi per le celebrazioni della festa della Liberazione.
Il 18 aprile alle 16, nella sede della Cgil, l'Anpi incontrerà gli ospiti dello Sprar di Sassari, gestito dal Gus (Gruppo umana solidarietà), per parlare insieme della Resistenza e di cosa abbia significato per l'Italia.
Il 25 aprile alle 9, cittadini, cittadine, associazioni e gruppi combattentistici e d'arma con labari e bandiere si daranno appuntamento in piazza Marconi per un corteo che si snoderà lungo le vie della città per arrivare, intorno alle 10.30, nella piazza del Comune. Qui si terranno le celebrazioni per la Liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo. Alla conclusione della cerimonia saranno deposte le corone commemorative ai piedi della lapide celebrativa.




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