Air Italy dice no: su Olbia vola solo Alitalia

"La proposta illustrata dal presidente Solinas durante l'incontro tenutosi a Villa Devoto alla presenza di una delegazione della nostra compagnia e di Alitalia è purtroppo inaccettabile".
Air Italy "brucia" sul tempo Alitalia e, in anticipo rispetto alle ore 15, fissate come termine per le risposte dei vettori alla proposta del Presidente della Giunta Sollinas, dice no alla  condivisione con Alitalia sulle rotte dello scalo di Olbia.
Lo scenario diventa ora seriamente preoccupante per il personale Air Italy di base al Costa Smeralda: senza voli verranno meno le ragioni della loro operatività e sono prevedibili spostamenti verso la sede di Malpensa, attuale scalo "principe" della compagnia.
Se questo è il quadro operativo che si va delineando, la vicenda continua però a destare non poche perplessità sul piano giuridico.
Air Italy ha partecipato alla gara pubblica per l'assegnazione delle rotte arrivando dietro ad Alitalia.
Sino a qui niente di male, in tutte le procedure vi è una graduatoria. A questo punto succede però che Air Italy - perdendo la gara con compensazione economica - dichiari di essere disponibile a volare senza oneri finanziari pubblici.
Colpo di scena quindi. Prima domanda: ma è legittimo che chi ha perso la gara con compensazione economica possa poi dichiarare di non volerla e, conseguenzialmente, di fatto "superare" il vincitore della procedura?
La norma dice effettivamente che dopo l'assegnazione delle rotte sulla base della procedura compensata vi sia un termine per presentare una offerta senza oneri finanziari per la committenza: ma è evidente che ciò non possa che, ragionevolmente, riferirsi a terzi soggetti non partecipanti alla gara.
In caso contrario il "perdente" (partecipante alla gara) potrebbe sempre "inficiare" il vincitore: il chè non è nella logica delle procedure di scelta.
Cosa che è invece accaduta. Infatti Alitalia - per la verità con già una bella dote di prenotazioni per il periodo estivo - ha accettato anch'essa di svolgere il servizio senza compensazione finanziaria. La rinuncia porta a una chiara perdita economica.
Per gli utenti tutto (forse) bene: lo scalo infatti diventa libero per una pluralità di vettori.
Ora però Air Italy si tira indietro. Se le cose resteranno così il risultato è che Alitalia, vincitrice della procedura pubblica, subirà in concreto un danno economico non lieve, avendo accettato una modalità di espletamento del servizio - senza compensazione finanziaria - per rispondere ad una proposta - poi ritirata - formulata  da parte del vettore  battutto in sede di gara pubblica dove però era prevista la compensazione economica. Compensazione che ora viene meno totalmente. E viene meno - a questo punto irragionevolmente - anche in assenza di competitor.
E' probabile che la storia non finisca qui.

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