Dinamo. Pozzecco: “A Pesaro gara delicata, non possiamo permetterci cali”

“Voglio cogliere l’occasione della gara contro Pesaro per parlare di due persone a cui in quest’ultimo anno devo essere grato. Il primo è Stefano Sardara, perché la sua scelta di prendere un pazzo come me per allenare la sua squadra mi ha cambiato la vita. E dopo aver raggiunto una finale storica non posso non ringraziarlo. L’altra persona che devo ringraziare è Matteo Boniciolli, l’allenatore di Pesaro, perché fu lui a chiamarmi l’anno scorso all’indomani del suo saluto alla Fortitudo per dirmi che avrebbe suggerito il mio nome, nella convinzione che potessi essere la persona giusta per allenare la F. E questo non lo posso dimenticare, al di là della scelta che poi fece la società chiamandomi.
La partita di sabato mi vedrà di fronte a un uomo e a un allenatore che stimo tantissimo, perché è in assoluto uno dei migliori in Italia, uno dei pochi che hanno allenato all’estero e una persona intellettualmente a dir poco onesta.
Pesaro sta giocando bene, ha giocato una gara di grande livello a Trento, secondo me aveva la partita in pugno, aveva l’inerzia dalla sua ma poi si è fatto male Mark Lyons e di fronte a una squadra che non molla mai come Trento è difficile gestire certe situazioni.
Andremo ad affrontare una squadra che oltre a giocare bene è anche andata sul mercato a prendere elementi di grande livello come Dez Wells. Pesaro ha cambiato volto, per noi non sarà facile, giochiamo sempre con addosso la scimmia di dover vincere per rimanere attaccati al treno dei playoff. E’ un momento delicato, anche perché poi andiamo a giocare la finale di Coppa, i miei giocatori avranno tanto da lavorare senza la possibilità di rifiatare e senza potersi permettere cali di concentrazione. Dovremo essere bravi in questo”.

Forse è la gara più delicata dal punto di vista mentale fra quelle che avete affrontato finora, con una squadra che sta sotto ma lotta, avete una finale da giocare…
“Sì, è complicato, ma è anche vero che non vorrei essere nei panni dei nostri avversari perché - è giusto riconoscercelo - stiamo giocando una pallacanestro di altissimo livello ma soprattutto lo stiamo facendo con grande continuità e questo mi dà grande serenità. Fino ad ora avevamo 8-9 giocatori che contribuivano partita dopo partita in modo consistente e ieri abbiamo avuto anche segnali importanti e di grande fiducia come quelli giunti da Justin Carter e da Daniele Magro, che hanno giocato minuti di grandissima qualità e di altissimo livello. Questo mi può mettere un po’ in difficolta, sapete che a me piacciono le rotazioni corte, però mi dà anche la sicurezza di avere giocatori dietro che garantiscono una serenità in più, perché so che quando li metto dentro - come hanno dimostrato ieri - giocano in modo egregio. Quello che si è visto ieri mi ha reso davvero felice: vedere l’intera panchina gioire per la bomba di Carter insieme all’intero palazzetto è davvero una cosa straordinaria, lo spirito di squadra è incredibile, sta superando qualunque egoismo personale”.

Come è stata la notte dopo la vittoria e la conquista della finale?
“Sono rimasto un po’ in Club House, poi sono andato con il mio staff a fare un giretto, abbiamo incontrato anche qualche giocatore e abbiamo fatto due chiacchiere. Niente di particolare, io non ho più l’età, lascio ai giocatori lo spazio del divertimento”.

Le dispiace un po’ non affrontare Varese in questa finale?
“Mi dispiace in modo esagerato, sarebbe stato il mio sogno affrontare Varese. L’allenatore di Würzburg, Denis Wucherer, ha giocato con me a Varese e mi fa piacere incontrarlo come allenatore, so anche che è molto bravo. Ma voglio vendicare Varese, questo è quello che chiederò ai miei ragazzi”.

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