Sassari. All'Ex Cinema Quattro Colonne un evento per i 30 anni del Theatre en Vol

È il 1989 quando la compagnia Theatre en Vol esordisce con Lassù le ali non hanno ruggine. Lo spettacolo debutta prima a Napoli, poi a Parigi e arriva a Sassari insieme ai suoi fondatori, Puccio Savioli e Michèle Kramers. Da allora sono passati 30 anni. Anni di incontri, di sperimentazioni, di scambi artistici e culturali con persone di diverse età e di origini sociali e culturali differenti, dove la strada e gli spazi delle città e gli ambienti naturali si sono trasformati in teatri e il pubblico da spettatore è diventato attore.

Ad accogliere da venerdì 10 maggio a domenica 12 maggio, dalle 18 alle 21, la seconda tappa del lungo viaggio artistico, teatrale, culturale e sociale del Theatre en Vol, con Installazioni, Laboratori, Aperitivi, Interazioni sarà ancora l’ex cinema Quattro Colonne, uno dei luoghi simbolo della memoria storica e culturale di Sassari. “Una vita, un racconto, una storia. Mille storie che si intrecciano con la Storia. Un viaggio, tante tappe, tanti incontri, tanta contaminazione, tanta Strada. Una festa itinerante, nello spazio e nel tempo”. Un viaggio, appunto, attraverso i ricordi per rivivere la lunga storia del Theatre en vol.  Da ORME a  MacchinAzione e altre diavolerie, da a Funtana a Mangiatori di Terra, dal Progetto Utopia a Gavarnie, fino al Festival Internazionale di Arte in Strada Girovagando, che quest’anno giunge alla 22° edizione.

Per celebrare l’anniversario del trentennale di vita della Compagnia, e dopo il successo del primo allestimento lo scorso marzo al Quattro Colonne, prosegue dunque il ricco cartellone di appuntamenti, esposizioni, incursioni teatrali, street acts e incontri iniziati a maggio e che culmineranno a Settembre con la mostra “30 Anni in Volo”, in occasione della XXII edizione del Festival di Arte in Strada Girovagando 2019 Insurrezioni- Resurrezioni. «L'aspirazione al volo, la ricerca della libertà, l'ambizione di costruire una torre per elevare se stessi e lasciare orme tangibili del nostro operato – raccontano quelli che oggi sono i quattro componenti del Theatre en vol, Puccio Savioli, Michèle Kramers, Maria Paola Cordella e Simona Serra – ci hanno fatto capire che la nostra propensione al volo non era riferita al cielo, ma agli apici di umanità che si raggiungono costruendo le cose insieme agli altri. Confrontandosi ed affrontandosi, mischiandosi, scoprendosi e mettendosi in  gioco. Così nel tempo abbiamo pensato di affrontare il nostro lavoro di costruttori di sogni coinvolgendo tante persone, diverse tra loro e insieme abbiamo dato vita a spettacoli, parate, creazioni collettive ed inclusive e abbiamo rafforzato la convinzione che ogni urgenza, ogni racconto, ogni storia è una nuova torre da costruire e i percorsi e gli incontri che contribuiscono a realizzarla un sorprendente volo».

Theatre en Vol. “Fondata nel 1989, è una compagnia internazionale che ha sede in Sardegna ed opera nell’ambito del teatro di strada e del teatro per spazi aperti e non convenzionali.
Ha elaborato uno stile teatrale di grande impatto visivo e gestuale che affianca il lavoro d’attore a macchinari teatrali semoventi costruiti prevalentemente con materiali di recupero. L’unione d’immagini forti e commoventi con la pirotecnica, la musica e molte altre arti crea un linguaggio drammatico, grottesco, ironico, assurdo e surrealista. Lo spettacolo è inteso come relazione tra il linguaggio teatrale acquisito e lo spazio che lo ospita. La ricerca si è poi concentrata in particolare sullo spazio urbano dove piazze, strade, palazzi, tetti, torri, balconi e portici diventano nuovi palcoscenici”.

La prima produzione del Theatre en vol, Lassù le ali non hanno ruggine, rappresentata in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Svizzera, Ungheria ha visto oltre 200 repliche. Segue nel marzo 1991 Funtana – Un monumento all’acqua: Theatre en vol invita il gruppo napoletano  di artisti visivi Virus, composto da Dino Izzo, Giancarlo Savino e Carla Viparelli a realizzare una scultura nel cortile della scuola San Giuseppe di Sassari. L’opera, creata con materiali di recupero, viene  azionata dalle macchine di Puccio Savioli. Intorno alla fontana, viene messa in scena una performance sulla simbologia dell’acqua, realizzata da Michèle Kramers, con Marianne Bopp e Cornelia Wildisen, con l’accompagnamento musicale di Nico Casu alla tromba e gli strumenti a corda di Antonio Paliotti. Con la performance Mangiatori di terra intorno al Theatre en vol si forma un gruppo di lavoro costituito, insieme a Michèle Kramers e Puccio Savioli, da Gianni Abbate e Giancarlo Savino. Nel 1994 con Marianne Bopp, Apolonia Lobo ed alcuni allievi del THEATRE EN VOL arriva il primo evento all’interno di questo progetto all’interno di una casa campi danese abbandonata. Lo spettacolo viene replicato sei volte. E ancora, grande successo riscuote il noto Progetto Utopia e  successivamente MacchinAzione ed altre diavolerie, spettacolo rappresentato in Italia, Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Norvegia, Olanda, Polonia, Serbia, Slovenia, Svezia, Tunisia e Ungheria, nelle piazze, nelle strade, nei parchi, in occasione di festival e grandi eventi. La partecipazione al grande evento LA CREATION – 9° Festival des Pyrénées de Gavarnie, immerso nella natura, specificamente concepito per il grandioso contesto del famoso Cirque de Gavarnie, nel cuore dei Pirenei, all’imbrunire. In questo contesto è stata richiesta per l’Italia la partecipazione della compagnia Theatre en vol nella realizzazione di una gigantesca macchineria volante, collocata su una grande struttura trasparente nella quale sono stati innalzati e assemblati a vista degli elementi della macchineria, simbolo allucinante e derisorio dell’attività umana rispetto all’universo.

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