Cisl Fp Sassari sulla sicurezza negli ospedali"In ospedale si va per essere curati e non per morire"

"Premesso che non voglio entrare nel merito delle responsabilità in ordine ai recenti fatti occorsi a due anziani, uno dei quali purtroppo è deceduto, tuttavia non si può certamente stare in silenzio davanti al tema della sicurezza negli ambienti ospedalieri, in particolar modo quando il fenomeno delle barelle in termini di utilizzo e di usura torna alla ribalta a causa di eventi a dir poco inaccettabili per un paese civile come il nostro.

Come organizzazione sindacale in più occasioni abbiamo avuto modo di segnalare pericoli che avrebbero potuto causare fatti analoghi, sottolineando anche tutta una serie di rischi a cui il personale stesso porrebbe essere coinvolto, sopratutto il personale Ausiliario adibito al barellaggio e trasporto dei pazienti da e per le degenze e/o per le indagini diagnostiche. Che le barelle (non tutte) sono in pessimo stato non è una novità, come non è nuova l'odiosa condizione di eccessiva attesa (anche di un'intera giornata) a cui sono sottoposti pazienti, per lo più anziani, in attesa di un posto letto e/o di un appoggio in altro reparto. E quando non si trova né uno né l'altro, a quel punto la barella è trasformata in un vero e proprio posto letto: soluzione che causa forti disagi non solo al malcapitato, ma anche ai "pochi" Infermieri ed Operatori socio sanitari costretti a farsi in quattro per garantire un'adeguata assistenza, talvolta o troppo spesso anche oggetto delle giuste e sacrosante proteste di pazienti e familiari.

Ora il punto è questo, al netto del fatto che il sovraffollamento degli ospedali cittadini ha origini nell'ambito della gestione e programmazione del sistema sanitario regionale, per cui il richiamo alle carenze di strutture intermedie che si facciano carico e fungano da filtro per governare al meglio gli accessi al pronto soccorso è cosa nota e risaputa. Ci auguriamo pertanto che davanti a simili episodi la Politica locale e regionale e le stesse Direzioni Generali, compiano ogni possibile azione finalizzata a favorire il decongestionamento delle strutture ospedaliere, investendo sul territorio attraverso l'apertura di presidi sanitari medici ed infermieristici che rispondano in maniera concreta ed efficace ai veri bisogni di salute, ipotizzando una sorta di "triage territoriale" attraverso il quale classificare il grado di priorità di un certo bisogno, evitando così l'inutile corsa al pronto soccorso più vicino. Che non è la soluzione agli annosi problemi della sanità nel suo complesso, ma certamente è una delle tante misure sulle quali - purtroppo - da troppi anni si segna il passo."







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