Tra Sassari e Cagliari il gran finale del progetto "Agitamus"

Alunni della scuola di Maracalagonis
Alunni della scuola di Maracalagonis
La disabilità sportiva vista con gli occhi limpidi dei bambini, volutamente instradati verso una visione scevra da banali preconcetti. E il loro modo di interpretare le sensazioni scaturite dagli incontri con atleti e psicologi è sfociato in svariate forme espressive che daranno pepe alla due giorni conclusiva del progetto Agitamus, versione primo semestre.
Dodici in tutto le scuole coinvolte, di cui otto nel nord Sardegna e le restanti del meridione isolano. Elementari e medie sono entrate in contatto per quelle lezioni verticali attraverso cui i grandi impartiscono lezioni ai piccoli sull’ideale convivenza con la disabilità, traendo spunto da tutte le confessioni a cuore aperto che i tanti testimonial paralimpici hanno dispensato con orgoglio, convinti di una semina feconda verso la visione paritaria e inclusiva del futuro.
Questo e tanto altro è il progetto Agitamus che continuerà a macinare tanta strada anche dopo le vacanze estive con un’altra trentina di istituti comprensivi della Sardegna, stavolta dislocati pure ad Oristano, dintorni e nel Nuorese.
L’idea è stata plasmata dallo psicologo Manolo Cattari che nella sua esperienza da sportivo ha avuto sempre la fortuna di interagire con ragazzi di ogni disabilità. E non è un caso se le ventiquattro classi coinvolte questa primavera abbiano familiarizzato con sportivi che richiamavano le attenzioni per il loro fisico non particolarmente in linea con la maggioranza, oppure per le percezioni particolari che possono avere della realtà ed infine, quelli ancor più preziosi, con una testa che ragiona in maniera singolare. Modi differenti di interpretare un’esistenza comune ma testimoni diretti di una normalità non percepita da chi, pur essendo completo ovunque, non ottimizza un dono di incommensurabile grandezza: la ragione.
Agitamus interviene quindi dalla tenera età per scuotere le coscienze e offrire ai discenti, per dirla alla Manolo Cattari “l’opportunità di conoscere la disabilità non solo vedendola ma vivendola, sentendone gli ostacoli e le potenzialità, sperimentando modalità diverse di entrare in contatto con gli altri e con il mondo.
Ed entrare in contatto significa realmente mettersi nei panni di, sperimentare la difficoltà ma anche il valore aggiunto di essere diverso”.
I lavori delle classi sono orientati dalla Carta dei Diritti dell'atleta paralimpico, una rosa dei venti costituita da otto aree individuate dai bambini e dai ragazzi durante la prima edizione di Agitamus: fatica e impegno, accessibilità, servizi, divertimento, sicurezza, empatia, fiducia e affidamento, opportunità.
Altro aspetto che il progetto vuol generare è un legame con l’amministrazione civica, per sensibilizzarla agli annosi problemi di abbattimento delle barriere architettoniche. E anche in questo caso non sono mancati episodi concreti in cui sindaci e assessori hanno aperto gli occhi grazie alle segnalazioni dei giovani discenti.
Agitamus prende spunto dal simbolo del Comitato Paralimpico che annovera tre segni colorati, gli Agitos che stanno ad indicare l’eterno movimento verso un coinvolgimento sempre più massiccio nelle attività sportive da parte delle persone con disabilità.
Il CIP Sardegna si innamorò subito del progetto e Paolo Poddighe, attuale vice presidente vicario dell’organismo timonato dalla solare e tenace Cristina Sanna, si diede da fare per renderlo immediatamente attivo.
Se agisce sui quattro punti cardinali lo si deve anche alla sensibilità della Regione Sardegna che lo ha finanziato con un contributo degno di nota.
Tutti i più importanti attori (protagonisti e non) di Agitamus interverranno nei due convegni finali di Sassari e Cagliari. Il primo, presso la sala convegni della Camera di Commercio in via Roma, il secondo presso l’hotel Holiday Inn di via Ticca.
Un doppio appuntamento molto importante per dare segni tangibili ad una società che non può restare inerme davanti a tali tematiche

QUALCHE DATO

Le scuole impegnate nel primo modulo 2019 di Agitamus:

Nord Sardegna

    Sennori (Istituto Comprensivo)
    Sassari (Istituto Comprensivo Monte Rosello Basso)
    Castelsardo (Istituto Comprensivo Eleonora d’Arborea)
    Alghero (Istituto Comprensivo n. 3)
    Arzachena (Istituto Comprensivo)
    Tempio Pausania (Istituto Comprensivo)
    Perfugas (Istituto Comprensivo)
    Sorso (Istituto Comprensivo)

Sud Sardegna:

    Selargius (Istituto Dante Alighieri)
    Carbonia (Istituto Comprensivo Deledda Pascoli)
    Cagliari (Istituto Comprensivo Santa Caterina)
    Maracalagonis (Istituto Comprensivo Manzoni)

Cinque scuole hanno partecipato alla prima edizione del progetto conclusasi nei primi mesi del 2019:

Istituto Comprensivo n. 2 di Porto Torres,

Istituto comprensivo n. 3 di Sassari

Istituto Comprensivo Grazia Deledda (plesso Biscollai) di Nuoro

Istituto comprensivo di Santulussurgiu,

 Istituto ad indirizzo sportivo Porcu – Satta di Quartu S. Elena.

Le federazioni sportive coinvolte sono state 15:

Basket in Carrozzina (FIPCI)

Tennis in Carrozzina (FIT)

Danza sportiva non vedenti (FIDS)

Baseball non vedenti (FIBS)

Torball (FISPIC)

Nuoto paralimpico (FINP- FISDIR)

Sitting Volley (FIPAV)

Badminton (FIBa)

Atletica paralimpica (FISPES – FISDIR)

Tiro a segno paralimpico (UITS)

Basket non udenti (FSSI)

Tiro con l’arco paralimpico (FITARCO)

Tennistavolo paralimpico (FITeT)

Para Ciclismo (FCI)

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Immagini articolo
  • Alunni della scuola di Maracalagonis
  • da dx Cristina Sanna, Oriana Pistidda e Marianna Melis
  • Manolo Cattari, Monica Pirina e Siria Bonu
  • testimonial Claudio Spanu