Lotta al randagismo. Incentivi dal Comune di Ploaghe per chi adotta un cane dai canili convenzionati

 (foto: SassariNotizie.com)
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La lotta al randagismo è un problema estremamente difficoltoso da superare. Lo sanno bene le amministrazioni comunali che ogni anno sborsano ingenti risorse per mantenere i randagi nei canili convenzionati con costi che vanno dai due ai tre auro al giorno per singolo cane. Il comune di Ploaghe ha perciò pensato ad attivare un regolamento che incentivi le adozioni da parte dei privati riducendo di conseguenza i costi a carico del comune. Nell’ultima seduta del consiglio comunale, infatti, si è deliberato di approvare le modalità di adozione ed i relativi incentivi.

Per chi adotta un cane randagio di proprietà del Comune, ospitato presso il canile convenzionato, sono previsti i seguenti contributi: 350 euro da corrispondersi dopo 30 giorni dall’avvenuta adozione, previo accertamento dell'effettivo possesso e dello stato di benessere del cane; 150 euro da corrispondersi dopo 1 e dopo 2 anni dall’adozione, previo accertamento dell’effettivo possesso e dello stato di benessere del cane, tramite presentazione anche di libretto sanitario o certificato di vaccinazione. Il contributo iniziale sarà elevato a 500 euro per le persone disabili ovvero per coloro che fanno ricorso alla cosiddetta pet therapy, in presenza di certificazione medica.

Il sindaco di Ploaghe Carlo Sotgiu, soddisfatto per l’approvazione del regolamento, non nasconde però un po’ di amarezza per come i sindaci vengano lasciati soli rispetto a questa problematica: “Con questo regolamento puntiamo a incentivare i privati ad accogliere nelle loro case i cani che peraltro sarebbero regolarmente microchippati a vantaggio di tutti. Un comune come il nostro ha avuto anche una sessantina di cani con costi annuali che possono superare i 50mila euro. E’ per noi fondamentale ridurne il numero ed allo stesso tempo garantire il loro benessere attraverso le famiglie che decidano di prenderli in carico. Resta il problema che la regione non stanzia fondi appositi per questa problematica e le risorse devono essere garantite dal bilancio comunale. Credo che la Regione Sardegna dovrebbe garantire risorse specifiche per problemi di questo tipo.”







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