Pale eoliche nel Golfo dell'Asinara
Gli ambientalisti promettono battaglia
Nel progetto si prevede la costruzione di 26 aerogeneratori
di Michele Spanu
SASSARI. Politici, ambientalisti e cittadini. Tutti uniti nel dire "no" alla realizzazione nel golfo dell'Asinara di un immenso parco eolico da 26 aerogeneratori alti 90 metri sul livello dell'acqua. Il progetto è della Seva srl, acronimo di Società Energia Valle d'Aosta, che nei mesi scorsi ha scritto al ministero dell'Ambiente per chiedere regolare permesso per costruire un mega impianto off-shore (sul modello di quelli presenti nei mari del nord Europa) nel bel mezzo del tratto di mare che racchiude, tra l'altro, autentici tesori paesaggistici come il parco nazionale dell'Asinara e le spiagge di Stintino. Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, così come il presidente della Regione Ugo Cappellacci, non ci stanno e sono pronte a dare battaglia. Gli ambientalisti hanno già inoltrato una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale contro l’istanza presentata per la realizzazione della centrale che, una volta costruita, dovrebbe essere in grado di produrre 36 megawatt di energia elettrica. Nell’azione legale sono stati interessati il Ministero dell’ambiente, la Capitaneria di Porto, la Regione autonoma della Sardegna, il Comune di Porto Torres. Attualmente, però, fanno sapere gli ambientalisti, non sembra richiesta nemmeno la necessaria concessione demaniale marittima.
In passato proprio con il sostegno del Gruppo d’Intervento Giuridico, è stata la deputata Caterina Pes, del Partito Democratico, a presentare nel marzo 2011 una proposta di legge per assegnare la competenza sui procedimenti di valutazione di impatto ambientale relativi ai progetti di centrali eoliche off shore alle Regioni interessate. Per gli ambientalisti quello del Golfo dell'Asinara è soltanto l’ennesimo episodio di speculazione eolica in Sardegna. Stefano Deliperi, del gruppo d'intervento giuridico, spiega, dati alla mano, l'inutilità del progetto. «Dalle 27 centrali eoliche attuali, se fossero realizzate le altre 34 in attesa di autorizzazione, si giungerebbe a 61 parchi eolici con ben 1.265 megawatt di potenza. Basti pensare che oggi l’isola è del tutto autonoma rispetto alla rete nazionale. Puo contare sulla potenza installata di circa 2.200 megawatt pur impiegandone ogni giorno di solito 1.730 (e la notte solo 1.300). Senza considerare che con il potenziamento dei trasporti via cavo fra Sardegna e la Penisola, non ne potranno esser esportati più di 1.000 megawatt». Un'energia inutile, dunque, per la collettività. Ma utilissima per le società che la producono, grazie alle cospicue sovvenzioni dell'Unione Europea in materia di "certificati verdi".
In passato proprio con il sostegno del Gruppo d’Intervento Giuridico, è stata la deputata Caterina Pes, del Partito Democratico, a presentare nel marzo 2011 una proposta di legge per assegnare la competenza sui procedimenti di valutazione di impatto ambientale relativi ai progetti di centrali eoliche off shore alle Regioni interessate. Per gli ambientalisti quello del Golfo dell'Asinara è soltanto l’ennesimo episodio di speculazione eolica in Sardegna. Stefano Deliperi, del gruppo d'intervento giuridico, spiega, dati alla mano, l'inutilità del progetto. «Dalle 27 centrali eoliche attuali, se fossero realizzate le altre 34 in attesa di autorizzazione, si giungerebbe a 61 parchi eolici con ben 1.265 megawatt di potenza. Basti pensare che oggi l’isola è del tutto autonoma rispetto alla rete nazionale. Puo contare sulla potenza installata di circa 2.200 megawatt pur impiegandone ogni giorno di solito 1.730 (e la notte solo 1.300). Senza considerare che con il potenziamento dei trasporti via cavo fra Sardegna e la Penisola, non ne potranno esser esportati più di 1.000 megawatt». Un'energia inutile, dunque, per la collettività. Ma utilissima per le società che la producono, grazie alle cospicue sovvenzioni dell'Unione Europea in materia di "certificati verdi".
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