Prende il via la seconda parte di "Florinas in giallo"

Prende il via    giovedì alle 18.30 in Piazza del Popolo a Florinas la seconda parte, dal titolo    “A ballas e istocaddas – I maestri del giallo e del nero”, della    decima edizione di “Florinas in Giallo – L’isola dei misteri”, il festival letterario organizzato dal Comune di Florinas con la direzione artistica delle librerie Cyrano (Alghero) e Azuni (Sassari). Fino a domenica, nel paese che nei mesi estivi e a settembre diventa la capitale internazionale del brivido arriveranno    i nomi più prestigiosi della letteratura nazionale e internazionale votata alla suspense, e poi un   gigante del jazz come Enrico Rava, che chiuderà il festival con una suggestiva sonorizzazione di scene tratte da famosi film noir.
Con la cifra tonda dei dieci anni, “   Florinas in Giallo” entra nella cerchia dei festival letterari sardi più longevi, ribadisce il suo rapporto con il territorio in cui è nato e allo stesso tempo la sua vocazione internazionale e    multidisciplinare, la sua apertura alle contaminazioni tra linguaggi (quest’anno in particolare la musica). “Florinas in Giallo” è, inoltre, un festival con una memoria e dedicherà ciascuna giornata a una figura che ha segnato non solo la storia del giallo e del nero, ma del festival stesso.
La prima è Tecla Dozio, direttrice artistica delle prime edizioni di “Florinas in Giallo” e fondatrice della Libreria del Giallo Sherlokiana di Milano. Nel suo ricordo si apre la serata di giovedì 12 settembre, che poi prosegue con i primi cinque grandi maestri del giallo e del nero: Mauro Pusceddu,  Alessandro Zannoni, Piera Carlomagno, Bruno Gambarotta ed Enrico Pandiani.

Nuorese, classe 1969, magistrato e scrittore, Mauro Pusceddu arriva in Piazza del Popolo alle 18.30 per presentare il suo nuovo romanzo “La paraninfa” (Il Maestrale), un coinvolgente thriller storico ambientato tra i nostri giorni e la Sardegna del XVIII secolo. Dialoga con lui Andrea Pusceddu. Le vicende raccontate nel romanzo prendono l’avvio dalla scoperta, da parte del giovane professor Brau, di un carteggio risalente a tre secoli prima tra Vicente Bacallar Sanna e alcuni dignitari tedeschi, dove viene svelato il progetto di un regnante tedesco per l’Isola. La data cruciale è il 1713, «un anno che per noi sardi ha rappresentato un bivio – dice l’autore -. Per una serie di vicende storiche, la nostra isola stava per diventare tedesca, e non sarebbe passata ai Savoia qualche tempo dopo. Attorno a questa vicenda ho costruito una narrazione che ruota attorno un perno:  può la menzogna pubblica o privata fondare un presente? Può una strada sbagliata portare al bene? Il che evidentemente è il tema che agita ogni processualista:  può un percorso probatorio viziato portare alla verità?».
 
Alle 19.15 Alessandro Zannoni, scrittore, sceneggiatore, autore di fumetti dialoga con Enrico Pandiani. Ligure di Sarzana, Zannoni ha da poco pubblicato “Stato di famiglia” (Arkadia), una serie di racconti in ciascuno dei quali la gerarchia cronologica tra inizio e fine è drasticamente ribaltata. «Mi è piaciuta l’idea - dice Zannoni - di catapultare da subito il lettore nel centro del dramma, prenderlo per lo stomaco e scuoterlo, per poi riportarlo a un grado di normalità, di familiarità quotidiana, tanto da fargli pensare di farne parte egli stesso e portarlo a sperare in un altro finale, quando invece è già tutto accaduto. Ho voluto sradicare il pensiero banale che le azioni criminose avvengano per mano di persone malvagie o assassini, o disadattati esterni alla società civile. Invece sono padri, madri, figli, nonni, fratelli, esseri umani con debolezze e mancanze, che non sanno affrontare i problemi, che non sanno superarli né arginarli.
Siamo noi, tutti noi, che non sappiamo più gestire le emozioni».
 
“Una favolosa estate di morte” (Rizzoli) è il libro che la giornalista e scrittrice
Piera Carlomagno presenta alle 20, intervistata da Gianni Tetti. A sbrogliare le intricate vicende al centro del noir, la patologa forense «Viola Guarino, incarnazione del territorio stesso, quella Basilicata ancora sconosciuta e un po' misteriosa, che è protagonista del romanzo. Viola – racconta Carlomagno - ha una nonna lamentatrice funebre e un nonno farmacista-masciaro. In sé custodisce e combatte la lotta quotidiana della Basilicata con la voglia e la necessità di modernizzarsi e quell'idea di immobilismo rende la cosa impossibile».
 
Alle 20.45 Bruno Gambarotta, volto storico della Tv e autore di romanzi di genere giallo-ironico-parodistico, e Enrico Pandiani, autore della serie “Les Italiens”, sono i protagonisti dell’incontro “Giallo Piemonte”, durante il quale racconteranno al pubblico le peculiarità e le sfumature regionali piemontesi di questo genere letterario. «Torino è la città ideale per ambientare una storia gialla – dice Bruno Gambarotta – È la città della razionalità scientifica e uno dei vertici del triangolo della magia nera. La stagione del giallo ambientato a Torino è stata inaugurata dalla coppia Fruttero&Lucentini con il romanzo “La donna della domenica”, basato su una geniale intuizione. Mentre nel resto d'Italia sono tutti allenatori della nazionale di calcio e saprebbero fare molto meglio del titolare, a Torino sono tutti investigatori dilettanti e nel romanzo l'unico che non lo fa sarebbe pagato per farlo». «Giallo Piemonte è un ritorno alla grande dei piemontesi in Sardegna. Saremo agguerriti, Bruno Gambarotta e io, non faremo prigionieri – dice
Enrico Pandiani - Assistere alle presentazioni di Bruno è un’esperienza a 360 gradi, per via della sua cultura e del fatto che pochi riescono a essere così spiritosi. Il romanzo di genere, in Piemonte, gode di ottima salute, Torino è la città ideale per il noir, con il suo territorio particolare, il fiume e le sue belle e problematiche periferie. Sarà un bell’incontro.»
 
© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo