Ploaghe. Anteprima del restauro della tomba del canonico Giovanni Spano, conferenza a Cagliari

Questa mattina a Cagliari, nella Biblioteca d’Istituto della Soprintendenza, è stato presentato in anteprima, il restauro della tomba del canonico  Giovanni Spano, archeologo, linguista, etnologo, docente universitario e grande storico della Sardegna originario di Ploaghe.  A circa un anno dallo stanziamento dei finanziamenti  frutto della collaborazione del comune di Ploaghe, della Soprintendenza di Cagliari , della Regione e della Fondazione di Sardegna, il monumento funerario dello studioso ploaghese , verrà restituito alla comunità  nel suo antico splendore. La sepoltura, che si trova nel cimitero monumentale di Bonaria a Cagliari venne realizzata dallo stesso Giovanni Spano, che la progettò qualche anno prima della sua morte, utilizzando un ritrovamento di epoca romana. Dopo la morte del canonico, a margine del sarcofago fu aggiunto l’ epitaffio: patriam dilexit laboravit obiit die III aprilis a(nno) MDCCCLXXVIII aetatis svae LXXV (amò la patria e fu sempre operoso. Morì il 3 aprile 1878 a settantacinque anni d’età).  Il comune di Ploaghe insieme alla Soprintendenza di Cagliari aveva partecipato lo scorso anno al bando della Fondazione di Sardegna per chiedere un contributo al fine di restaurare  la tomba del canonico Spano. Qualche anno prima lo stesso sindaco di Ploaghe aveva dialogato con la Soprintendenza  per recuperare i finanziamenti necessari al restauro della tomba,  col tempo estremamente logorata. Ventimila euro la somma stanziata dagli enti partecipanti, di cui cinquemila destinati dal comune di Ploaghe, rivelatisi purtroppo non sufficienti  a causa dei cedimenti che in un primo momento non erano stati quantificati. Molti erano i difetti strutturali causati dal logorio del tempo: i pilastrini in marmo erano cerchiati con fasce di ferro per evitare l’implosione, gli epitaffi erano illeggibili e i marmi deteriorati.  Ulteriori risorse sono arrivate con una richiesta al Ministero, attraverso fondi  propri della Soprintendenza, con i quali il restauro poteva essere completato. Finalmente oggi il monumento funerario potrà vedere la sua antica luce, e potrà essere visitato da chi ne ha studiato e apprezzato il lavoro di studioso. Orgoglioso, il sindaco di Ploaghe e presidente dell’Unione del Coros Carlo Sotgiu commenta l’operazione sinergica e il risultato raggiunto: “La valorizzazione della figura del canonico Spano è doverosa soprattutto per il gran lavoro storico che ha lasciato ai posteri. Per questi motivi come presidente del Coros, ho voluto fortemente che all’interno della programmazione territoriale dell’Unione, venissero inseriti i finanziamenti destinati al recupero della casa natale dello studioso ploaghese, ma anche numerosi interventi di recupero archeologico che si ricollegano alla figura dello Spano, dal cimitero monumentale di Ploaghe, il più antico della Sardegna dove sono sepolti i familiari, alla chiesa di San Michele che lui stesso ha studiato. A breve inoltre verrà mandato in appalto il museo multimediale e virtuale sulla vita del canonico che troverà spazio nel convento dei Cappuccini anch’esso appena restaurato “.

La tomba del canonico Giovanni Spano verrà finalmente restaurata e le verrà restituito il suo antico splendore. La sepoltura, che si trova nel cimitero monumentale di Bonaria a Cagliari, venne realizzata dallo stesso Spano riutilizzando un ritrovamento di epoca romana dovuto allo studioso medesimo che la progettò nove anni prima della sua morte, come recita una delle iscrizioni apposte sul fronte «johannes spanus vivus sibi fecit…» (Giovanni Spano, ancor vivo, fece per sé stesso).

Il luogo fu assegnato gratuitamente, per decreto dell’amministrazione civica, il 18 luglio 1869). Esso consta di un sarcofago romano sorretto da quattro colonne e sormontato da un busto marmoreo del defunto attribuito a Giuseppe Sartorio. Dopo la morte del canonico, lungo il margine inferiore del sarcofago fu aggiunto il suo vero e proprio epitaffio: patriam dilexit laboravit obiit die III aprilis a(nno) MDCCCLXXVIII aetatis svae LXXV (amò la patria e fu sempre operoso. Morì il 3 aprile 1878 a settantacinque anni d’età).

A causa delle intemperie e del cattivo stato di conservazione da tempo i gestori del cimitero ne avevano richiesto il restauro. Molti sono infatti i difetti che l’antico manufatto mostra e che manifestano in quale stato versi il sepolcro. I pilastrini in marmo sono cerchiati con fasce di ferro per evitare la loro implosione, i marmi risultano deteriorati, gli epitaffi illeggibili. Ora, grazie ad un progetto proposto dalla Soprintendenza per i beni monumentali e archeologici di Cagliari con la collaborazione del Comune di Ploaghe, è stato ottenuto un finanziamento dalla Fondazione di Sardegna pari a 10 mila euro a cui si aggiungeranno 5 mila euro messi a disposizione dal Comune di Ploaghe.



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